Immaginate un’automobile priva dei suoi elementi più basilari: tergicristalli che incorniciano la visione, un sistema di climatizzazione per contrastare il caldo o il freddo, uno specchietto retrovisore per una guida sicura.
La loro assenza renderebbe impossibile l’esperienza stessa di guidare.
Eppure, dietro a queste invenzioni apparentemente ovvie si celano storie di menti brillanti, spesso donne, il cui contributo è stato a lungo oscurato, negato o addirittura sottratto.
È a colmare questo divario che si propone Cathy La Torre, con il suo spettacolo “Tutte le volte che le donne”, un viaggio teatrale che esplora la vita e le scoperte di figure femminili straordinarie, cancellate o marginalizzate dalla narrazione storica dominante.
Lo spettacolo non è un semplice racconto, ma un’indagine vibrante, un intreccio di risate e rivelazioni che attraversa secoli di innovazione, un’occasione per riscattare dal silenzio chi ha contribuito a plasmare il nostro mondo.
La Torre, influencer e avvocata, co-fondatrice dello studio legale WildSide Legal, opera tra Milano e Bologna, e con “Tutte le volte che le donne” si erge a voce di un’ingiustizia secolare: la sistematica cancellazione del contributo femminile alla cultura e alla scienza.
L’ironia, amara e pungente, diventa l’arma più efficace per affrontare la frustrazione che nasce dalla consapevolezza di un mondo in cui esistono più strade dedicate a oggetti inanimati – una patata, una padella – che a donne che hanno rivoluzionato interi settori.
Lo spettacolo, scritto a quattro mani con Sarah Buono e Gabriele Scotti, è un omaggio a queste pioniere, un tributo tardivo per chi ha lasciato un segno indelebile, ma a cui il riconoscimento è stato negato troppo a lungo.
Non si tratta solo di recuperare nomi dimenticati, ma di analizzare i meccanismi che hanno permesso questa sistematica omissione, di esaminare le dinamiche sociali e culturali che hanno sminuito e re-interpretato il lavoro femminile.
“Tutte le volte che le donne” non è solo un rievocazione del passato, ma un invito a riflettere sul presente, un monito per un futuro in cui l’equità e il riconoscimento del merito non siano più un’eccezione, ma la norma.
Il debutto è previsto il 6 dicembre ad Alessandria, al Teatro Alessandrino, sotto la regia di Bruno Fornasari, e il tour prevede numerose tappe in tutta Italia: dal Teatro Concordia di Pordenone al Teatro Dino Buzzati di Belluno, dal Teatro Storchi di Modena al Teatro Massimo di Pescara, fino al Teatro Goldoni di Livorno e al Teatro Europa di Aprilia.
Un percorso attraverso il territorio nazionale per far risuonare le storie dimenticate, per illuminare la strada verso un futuro più giusto e inclusivo.

