La protesta dei lavoratori Eurallumina, ormai giunta al culmine con la seconda notte trascorsa in cima al silo a 40 metri d’altezza, rappresenta un campanello d’allarme per l’intero Sulcis Iglesiente e per il futuro di un’industria cruciale per l’economia sarda.
Il silenzio delle istituzioni, testimoniato dalla mancata convocazione del Comitato di Settore (CSF) attesa con ansia, acuisce la frustrazione e l’incertezza che serpeggiano tra i lavoratori, mettendo a rischio la loro salute e la stabilità del sito produttivo.
La vertenza Eurallumina non è semplicemente una questione sindacale; incarna un nodo complesso di problematiche legate alla transizione industriale, alla gestione delle risorse finanziarie e alla responsabilità istituzionale.
L’azienda, un tempo motore trainante del territorio, si trova ora in una condizione di stallo, soffocata da una crisi che richiede interventi tempestivi e soluzioni strutturali.
I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, unitamente alla Rsa Eurallumina, rivendicano non un’elemosina, bensì il rispetto di un diritto: la possibilità di garantire la continuità dell’attività produttiva e il rilancio di un impianto che concentra competenze specialistiche di elevato profilo.
L’urgenza si articola su due fronti prioritari: la risoluzione immediata della questione transitoria, che si traduce nella disponibilità di risorse adeguate per l’ordinaria amministrazione, e lo sblocco del progetto di riavvio da 300 milioni di euro, cruciale per il futuro dell’impianto.
L’incontro imminente tra il Ministro del Mef Giancarlo Giorgetti e la Presidente della Regione Alessandra Todde offre un’opportunità irripetibile.
I sindacati rivolgono un appello diretto alla Presidente Todde, esortandola ad assumere un ruolo proattivo, portando con sé le rivendicazioni dei lavoratori di fronte alle istituzioni nazionali.
La Presidente deve agire come garante di un processo decisionale trasparente e tempestivo, volto a tutelare l’interesse collettivo e a scongiurare l’emorragia di competenze che un ulteriore protrarsi della situazione potrebbe innescare.
La mobilitazione dei lavoratori, audace e determinata, è un grido d’allarme che non può essere ignorato.
Non si tratta di chiedere un’assistenza, ma di rivendicare un diritto fondamentale: quello di preservare un patrimonio industriale e umano di inestimabile valore.
La responsabilità istituzionale richiede un impegno concreto, un’assunzione di responsabilità che vada oltre le dichiarazioni di circostanza e che si traduca in azioni concrete per il rilancio dell’Eurallumina e per la salvaguardia del futuro del Sulcis Iglesiente.
La persistenza della protesta è una chiara indicazione della profonda sfiducia che serpeggia tra i lavoratori e l’urgenza di un intervento risolutivo.

