La Residenza Municipale di Ferrara ospita, dall’8 novembre al 1° febbraio, un progetto artistico di profonda risonanza, concepito per celebrare il traguardo dei trent’anni dall’inserimento di Ferrara nella prestigiosa lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
La mostra, promossa dal Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte, presenta una serie di opere inedite di Stefano Tassi, che si rivelano come una meditazione visiva sul rapporto tra memoria storica e innovazione tecnologica, tra tradizione e contemporaneità.
L’intervento di Tassi, intitolato ‘Meta-Ferrara’, si articola attorno alla riscoperta e alla rielaborazione di carte fotografiche d’epoca, prodotte tra gli anni Sessanta e Ottanta, originariamente destinate alla fotografia analogica.
Queste superfici, pensate per interagire con la luce e reagire agli agenti chimici di sviluppo, diventano il punto di partenza per una metamorfosi sorprendente.
L’artista, attraverso una complessa tecnica mista, cattura immagini con una fotocamera digitale e le trasferisce su queste carte, dopodiché le impregna e manipola con emulsioni acriliche e inchiostri.
Un elemento cruciale è rappresentato dalla stampante modificata dall’artista stesso, strumento che permette una diffusione controllata dei pigmenti, creando effetti unici e imprevedibili.
Il risultato è una serie di opere che trascendono la mera fotografia, elevandosi a veri e propri oggetti artistici.
La reazione inattesa dei supporti, che “non vogliono” assorbire pigmenti ma li accolgono, genera una miriade di combinazioni cromatiche e texture inaspettate.
Ogni singola opera si distingue per la sua irripetibilità, una specificità ulteriormente accentuata dalla post-produzione manuale a cui l’artista sottopone ogni singolo pezzo: abrasioni con carta vetrata che rivelano strati nascosti, spruzzature di vernici spray che aggiungono nuovi livelli di profondità e colore.
Anche i formati più ampi subiscono questo processo di trasformazione e arricchimento.
Come sottolinea il sindaco Alan Fabbri, il lavoro di Stefano Tassi si configura come una vera e propria indagine “archeologica”, non nel senso di una semplice ricerca del passato, ma come un tentativo di svelare dimensioni nuove e inesplorate dei luoghi che amiamo.
Il dialogo tra strumenti obsoleti e tecnologie all’avanguardia produce un insieme di “cartoline” contemporanee, non solo rappresentazioni del paesaggio ferrarese, ma visioni che ne restituiscono la sacralità, l’energia e la stratificazione storica.
La mostra diventa così un omaggio al riconoscimento UNESCO, ma soprattutto un invito a riflettere sulla capacità dell’arte di reinventare il nostro rapporto con il patrimonio culturale, rivelandone significati latenti e stimolando una nuova consapevolezza.
Il progetto di Tassi si propone come ponte tra passato, presente e futuro, un’esplorazione estetica e concettuale che celebra l’identità ferrarese e la sua eredità rinascimentale.








