Il prestigioso Teatro di San Carlo inaugura la quinta edizione del suo Festival Pianistico, un appuntamento che consolida il cartellone come fulcro imprescindibile per gli appassionati e i cultori del pianoforte a livello internazionale.
La serata d’apertura, domani alle ore 20, vedrà Beatrice Rana, interprete di straordinaria intensità e sensibilità, cimentarsi in un programma di notevole complessità e profondità, delineando un percorso musicale che abbraccia tre generazioni di compositori e si configura come un affascinante dialogo tra epoche e stili.
Il recital non si propone come una mera esecuzione di brani, ma come una riflessione sul potere espressivo del pianoforte, inteso come strumento capace di evocare atmosfere, drammi e visioni.
L’itinerario musicale si apre con la suggestiva selezione tratta da *Romeo e Giulietta*, op.
75 di Prokof’ev.
Questi frammenti, più che semplici estratti, costituiscono un vero e proprio prologo scenico, un’immersione nel mondo shakespeariano mediato dalla sensibilità del compositore russo.
L’uso del pianoforte si rivela qui non solo come strumento solistico, ma come vero e proprio palcoscenico, capace di declinare i diversi personaggi – dalla solennità dei Montecchi e dei Capuleti, alla riflessione pacata di Frate Lorenzo, dalla freschezza giovanile di Giulietta alla vivacità di Mercuzio – con una chiarezza drammatica e una finezza interpretativa sorprendenti.
Il cuore del programma è affidato a *Livre II* dei *Douze Études*, L.
143, l’ultimo capitolo del vasto e innovativo universo pianistico di Debussy.
Lungi dall’essere semplici esercizi tecnici, questi studi si elevano a composizioni a sé stanti, dove la maestria strumentale è subordinata alla ricerca di nuove sonorità e alla creazione di atmosfere evocative.
Debussy, con la sua scrittura raffinata e il suo approccio rivoluzionario, apre nuove prospettive espressive, sfidando le convenzioni del passato e anticipando le tendenze del futuro.
L’arrangiamento per pianoforte solo di Michail Pletnëv della *Suite da Lo Schiaccianoci*, op.
71a di Čajkovskij, rappresenta un ponte tra il mondo del balletto e la pura espressione pianistica.
L’abilità di Pletnëv trasforma il pianoforte in un’orchestra miniaturizzata, preservando la ricchezza timbrica e l’effervescenza del capolavoro di Čajkovskij.
Il concerto si conclude con la *Sonata n. 6* in la maggiore, op.
82 di Prokof’ev, la prima delle cosiddette “Sonate di guerra”.
Quest’opera, scritta in un periodo di grande tensione politica, incarna l’angoscia e la precarietà dell’epoca, in cui la forma classica convive con un linguaggio armonico aspro e dissonante.
La sonata rappresenta un’analisi profonda e impietosa della condizione umana, sospesa tra la speranza e la disperazione.
Il Festival proseguirà con la presenza di Seong-Jin Cho il 10 marzo, Hélène Grimaud il 19 marzo e Yunchan Lim il 12 ottobre, consolidando il San Carlo come piattaforma di eccellenza per il talento pianistico mondiale.
Beatrice Rana, apprezzata a livello internazionale per la sua versatilità e la sua capacità interpretativa, è una presenza fissa nei più prestigiosi teatri e festival, collaborando con direttori di spicco e orchestre di fama mondiale, testimonianza di un successo artistico che continua a crescere.







