La giovane fidanzata di Zouhair Atif, il diciottenne accusato dell’aggressione mortale del compagno di scuola Abanoub Youssef, si è presentata nella sede della Procura della Repubblica della Spezia nel primo pomeriggio.
L’audizione, condotta dalla Procuratrice Enrica Gabetta e dal Pubblico Ministero Giacomo Gustavino, si prefigge di ricostruire il contesto emotivo e relazionale che ha preceduto il tragico evento verificatosi all’interno dell’Istituto professionale “Chiodo”.
L’obiettivo primario è quello di illuminare i giorni immediatamente antecedenti l’omicidio, cercando di delineare le dinamiche che potrebbero aver portato al gesto violento.
La ragazza, ancora in età adolescenziale, ha raggiunto la Procura accompagnata da una figura adulta di riferimento e da agenti della Squadra Mobile, nel rispetto delle procedure previste per la tutela dei minori coinvolti in indagini di questa natura.
L’udienza si prospetta cruciale per comprendere la natura e l’intensità del dissidio tra i due giovani, che, secondo le prime ipotesi investigative, potrebbe aver costituito il movente alla base dell’efferato atto.
Oltre alla ricostruzione fattuale degli eventi, l’interrogatorio mira a sondare le motivazioni psicologiche che hanno portato Zouhair Atif ad agire in modo così impulsivo e aggressivo.
La Procura, infatti, sta valutando attentamente il quadro complessivo, considerando non solo gli elementi di fatto, ma anche le possibili influenze esterne, le dinamiche relazionali all’interno dell’istituto scolastico e le condizioni emotive dei due ragazzi.
L’attenzione si concentra, inoltre, sulla possibile esistenza di bullismo o dinamiche di prevaricazione che potrebbero aver contribuito a creare un clima di tensione tra i due studenti.
La ricostruzione del contesto sociale e relazionale si rivela, quindi, fondamentale per comprendere appieno la gravità dei fatti e per individuare eventuali responsabilità ulteriori.
La presenza di una figura adulta di supporto durante l’audizione è volta a garantire alla giovane fidanzata un ambiente di ascolto protetto e sereno, al fine di favorire la massima collaborazione e la libera espressione dei suoi ricordi.
La Procura, consapevole della delicatezza della situazione, sta procedendo con la massima cautela, nel rispetto dei diritti di tutte le parti coinvolte e con l’obiettivo di accertare la verità dei fatti e di fare luce su una vicenda che ha profondamente scosso la comunità spezzina.
La complessità del caso richiede un’analisi approfondita, che vada oltre la semplice ricostruzione degli eventi, per comprendere le radici di una tragedia e per prevenire il ripetersi di simili episodi.









