Foglio di Via: Aumentano i Controlli per Criminalità a Ancona

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L’applicazione del foglio di via obbligatorio, misura di sicurezza prevista dal Codice di Procedura Penale, si è rivelata uno strumento cruciale nell’azione di prevenzione e contrasto alla criminalità nel territorio anconetano.
Recentemente, due casi distinti hanno visto l’emissione di questo provvedimento, evidenziando la crescente attenzione delle forze dell’ordine verso individui con una storia di reati e un rischio concreto di reiterazione della condotta illecita.
Il primo caso coinvolge un cittadino rumeno, quarantenne, sorpreso in flagranza di reato mentre sottraeva un condizionatore d’aria, di valore stimato in circa 600 euro, da un negozio di Senigallia.

L’atto, più che un mero furto, rappresenta un campanello d’allarme sulla persistenza di dinamiche di microcriminalità e sulla necessità di un controllo più accurato del territorio.
La sottrazione di beni di questo tipo, seppur di valore relativamente contenuto, contribuisce a creare un clima di insicurezza e incide negativamente sull’economia locale.

L’emissione del foglio di via, che impone l’allontanamento e la proibizione di far rientro nel Comune di Senigallia, mira a interrompere questa potenziale spirale di reati e a proteggere la comunità.

Il secondo episodio, che ha portato all’emissione di un foglio di via con estensione territoriale ancora più ampia, è di portata più allarmante.

Si tratta di un trentenne di origine albanese arrestato in flagranza di concorso in ricettazione, un reato che presuppone l’acquisto, la detenzione o la vendita di beni derivanti da attività illecite, spesso furti.
L’individuo era inoltre in possesso di chiavi alterate e grimaldelli, strumenti specifici utilizzati per forzare serrature, e utilizzava targhe false, elemento che denota un’organizzazione e una pianificazione nell’attività criminale.
L’accusa di tre furti in abitazione aggrava ulteriormente la situazione, indicando una pericolosità sociale elevata e una capacità di agire in gruppo.

Il foglio di via, in questo secondo caso, impone l’allontanamento e la proibizione di far rientro non solo nel Comune di Castelfidardo, ma anche nei Comuni di Castelbellino, Chiaravalle e Cupramontana, ampliando così l’area di protezione.
Questa decisione riflette una valutazione della pericolosità dell’individuo e la necessità di prevenire l’estensione della sua attività criminale a un territorio più vasto.
L’azione del Questore di Ancona, Cesare Capocasa, si configura, pertanto, come un intervento mirato a tutelare la sicurezza pubblica, attraverso l’applicazione di una misura di sicurezza che, pur limitando la libertà di movimento, è volta a garantire la convivenza civile e a dissuadere potenziali ulteriori reati.

Il provvedimento sottolinea, inoltre, l’importanza della cooperazione tra le diverse forze di polizia e la condivisione di informazioni per un controllo del territorio più efficace e coordinato.

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