Nel 2024, la situazione della sicurezza stradale in Friuli Venezia Giulia ha mostrato un quadro allarmante, caratterizzato da un incremento significativo degli incidenti e delle conseguenze tragiche che ne derivano.
I dati Istat rivelano un aumento del 1,3% nel numero totale di incidenti rispetto al 2023, raggiungendo i 3.228 eventi.
Questo incremento è particolarmente preoccupante se considerato in relazione all’aumento del 30,4% dei decessi (73 persone) e del 3,7% dei feriti (4.275 unità).
Il costo sociale complessivo dell’incidentalità stradale si attesta a 366 milioni di euro, pari a 306 euro pro capite, rappresentando il 2% del costo nazionale complessivo.
Questo dato evidenzia un onere economico e sociale non trascurabile per la regione.
Analizzando la distribuzione geografica degli incidenti, emerge che le strade urbane sono il teatro principale di questi eventi, contribuendo al 74,3% del totale.
In queste aree si sono verificati 2.400 incidenti, responsabili di 30 vittime e 3.046 feriti.
L’aumento degli incidenti non risparmia nessuna tipologia di strada: sia le strade urbane (+7,4%) che le autostrade (+7,3%) registrano un incremento, mentre le altre strade mostrano una diminuzione (-16,4%).
Tuttavia, le autostrade si distinguono per la gravità degli incidenti, con un tasso di mortalità particolarmente elevato, pari a 6,1 decessi ogni 100 incidenti.
Un’analisi temporale dei dati rivela picchi di incidentalità durante il periodo estivo, con 945 incidenti tra gennaio e aprile e ben 1.444 tra maggio e settembre.
I mesi di giugno e novembre si confermano i più critici in termini di numero di incidenti, rappresentando rispettivamente il 10% e il 9,3% del totale annuale.
Parallelamente, i mesi di gennaio e giugno registrano il maggior numero di vittime.
La distribuzione degli incidenti nel corso della giornata evidenzia un’alta concentrazione tra le 8 e le 21, ma i momenti di maggiore rischio, in termini di mortalità, si verificano tra le 3 e le 4 del mattino e tra la mezzanotte e l’una.
Il fine settimana, in particolare il venerdì e il sabato notte, si caratterizza per un’alta concentrazione di incidenti notturni, con un impatto significativo in termini di vittime e feriti, rappresentando rispettivamente il 45,3% degli incidenti notturni, il 42,9% delle vittime e il 46,7% dei feriti.
La maggior parte degli incidenti (67,6%) coinvolge due o più veicoli, con gli scontri frontali-laterali (1.021 casi, 18 vittime e 1.407 feriti) a rappresentare la tipologia più frequente, seguiti dai tamponamenti (529 casi, 6 decessi e 778 feriti).
Le cause principali di questi eventi sono riconducibili alla guida distratta, al mancato rispetto delle precedenze e all’eccesso di velocità.
Un’analisi più dettagliata della popolazione coinvolta rivela che i tassi di mortalità standardizzati sono più elevati nella fascia di età 15-29 anni e tra i 45-64 anni (7,1 per 100mila abitanti).
I conducenti rappresentano la stragrande maggioranza delle vittime (86,3%) e dei feriti (72%), mentre le persone trasportate e i pedoni costituiscono una minoranza, anche se con caratteristiche demografiche specifiche: tre quarti dei pedoni deceduti e oltre un terzo dei pedoni feriti hanno più di 65 anni, evidenziando una vulnerabilità particolare di questa fascia di età.
La situazione complessiva richiede un’azione urgente e coordinata a livello regionale, focalizzata sulla prevenzione, l’educazione stradale e il miglioramento delle infrastrutture, al fine di invertire questa tendenza preoccupante e garantire una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada.






