Furto di rame in Irpinia: i Carabinieri sventano un colpo da 3 quintali

Nel cuore dell’Irpinia, la serrata azione dei Carabinieri ha interrotto un tentativo di furto su vasta scala, sventando una sottrazione di rame di notevole entità – ben tre quintali – da un impianto sportivo situato a San Potito Ultra, nei pressi di Nusco, in provincia di Avellino.
L’operazione, culminata in un inseguimento ad alta tensione, testimonia la crescente attenzione delle forze dell’ordine nei confronti di un fenomeno criminale in rapida espansione: il furto di metalli non ferrosi, con particolare riferimento al rame, un bene prezioso e sempre più richiesto nel mercato nero.
L’azione dei Carabinieri è stata innescata da un sospetto comportamento e da un tentativo di elusione del controllo, che ha condotto a un inseguimento dinamico e articolato.
Il veicolo, utilizzato per trasportare il rame sottratto, è stato infine bloccato, rivelando un carico ingente e un corredo di strumenti da effrazione tipici di questo genere di attività illecite: piede di porco, tenaglie robuste, forbici professionali e seghetti, tutti elementi che denunciano una preparazione accurata e una certa esperienza nel settore.
I tre individui arrestati, di età rispettivamente 67, 42 e 62 anni, presentano diverse provenienze: due sono residenti nella provincia di Salerno, mentre il terzo è domiciliato a Nusco, segno di una possibile rete criminale che estende le proprie ramificazioni su più aree territoriali.

La denuncia a piede libero è la conseguenza immediata del loro coinvolgimento nel furto, ma le indagini non si fermano qui.

Gli inquirenti stanno ora approfondendo il loro eventuale coinvolgimento in altri episodi simili recentemente verificatisi in Irpinia, suggerendo che il furto di San Potito Ultra potrebbe essere solo un anello di una catena più complessa.
L’attenzione si concentra sull’individuazione di possibili mandanti, ricettatori e complici, al fine di smantellare una struttura criminale che causa danni economici significativi alle comunità locali e alimenta un mercato illegale di metalli preziosi.
Il rame, infatti, riveste un ruolo cruciale in numerosi settori, dall’elettronica all’edilizia, e la sua sottrazione, spesso effettuata con modalità violente e rischiose per l’incolumità pubblica, rappresenta un grave problema per l’economia e la sicurezza del territorio.
L’operazione dei Carabinieri, pertanto, si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla criminalità organizzata e alla tutela del patrimonio pubblico.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap