“Io vi concedo rifugio”: un atto di testimonianza visiva e un omaggio alla resilienza palestineseAl Castello Svevo di Termoli si apre al pubblico una mostra di profonda rilevanza umana e politica, “Io vi concedo rifugio”, un’esposizione collettiva che offre una finestra sull’esperienza vissuta a Gaza attraverso gli occhi di sei fotografi palestinesi: Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras e Shadi Al-Tabatibi.
La mostra, curata da Paolo Patruno e promossa dall’Assemblea ‘Libera Palestina del Basso Molise’, non è semplicemente una raccolta di immagini; è un grido di speranza, un atto di coraggio e un monito per un mondo spesso distratto dalle dinamiche globali.
Il titolo, ispirato alla poesia omonima della poetessa palestinese Hiba Abu Nada, tragicamente scomparsa a Gaza in un attacco aereo nel 2023, racchiude in sé un’implorazione, un atto di accoglienza e un appello alla comprensione.
La sua morte, come tante altre vite spezzate, sottolinea la fragilità dell’esistenza a Gaza e il costante rischio che affrontano coloro che cercano di documentare la realtà.
Questi fotografi, membri di una comunità di decine di professionisti che operano in condizioni estreme, non sono meri osservatori, ma testimoni diretti di un conflitto che ha segnato profondamente il tessuto sociale e fisico della Striscia.
Le loro immagini trascendono la cronaca di guerra, catturando la complessità dell’esperienza palestinese: la distruzione infrastrutturale è affiancata dalla forza d’animo della popolazione, dalla tenacia dei bambini che giocano tra le macerie, dalla forza silenziosa delle madri e dalla determinazione di una comunità che si rifiuta di essere annientata.
Essere un fotografo a Gaza significa esporsi a un pericolo costante, assumendosi il rischio di mettere a repentaglio la propria vita per portare al mondo la verità.
Questi professionisti, spesso bersaglio diretto della violenza, operano al confine tra la vita e la morte, con una macchina fotografica come scudo e testimonianza.
Ogni scatto è un atto di resistenza, una presa di posizione contro l’ingiustizia e l’oppressione.
Attraverso le loro lenti, i fotografi non si limitano a documentare eventi; cercano di preservare l’umanità, di mostrare la dignità intrinseca di un popolo che lotta per il riconoscimento e la giustizia.
Le immagini, crude e prive di filtri, mirano a rompere le barriere dell’indifferenza, a suscitare empatia e a generare solidarietà.
Non sono semplicemente fotografie; sono pulsazioni vitali, battiti cardiaci che raccontano una storia complessa e dolorosa.
La mostra “Io vi concedo rifugio” rappresenta un’opportunità preziosa per riflettere sulla condizione palestinese, per comprendere le sfide che questa comunità affronta quotidianamente e per contribuire, con la consapevolezza e l’azione, a un futuro di pace e giustizia.
Un invito, per tutti, ad ascoltare le voci che provengono da Gaza e a non dimenticare la loro incrollabile speranza.
La mostra rimarrà aperta fino al 25 gennaio, offrendo una finestra aperta sulla realtà di un popolo che non si arrende.








