In un gesto di profondo significato, il 12-14 dicembre, Roma accoglie un evento senza precedenti: il Giubilerato, il Giubileo dei Detenuto, un triduo di incontri, riflessioni e celebrazioni giubilare un’iniziativa di portata internazionale e di profondo impatto umano.
Il Giubileo, con la partecipazione di circa 6.
Attraverso i confini, rappresenta un ponte tra diverse culture e, attraverso il messaggio di speranza per chi vive in isolamento.
La partecipazione è vasta, comprendendo, in segno di condivisione, non solo i detenuti, in ogni età, ed i loro familiari, con tutte le loro ferite, ma anche il personale penitenziario, gli agenti di custodia, le autorità giudiziarie ed una miriade di volontari, testimoni di una presenza che genera un cambiamento profondo e duraturo.
provenienti da una moltitudine di nazioni: dall’Europa all’Asia, dall’America Latina all’Oceania, a testimonianza di una necessità universale di redenzione e di riconciliazione.
Tra le delegazioni presenti, spiccano quelle provenienti da istituzioni penali chiave come il carcere di Rebibbia, sia per uomini che per donne, il centro di sicurezza per i minori di Casal del Marmo e rappresentanze di diverse realtà penitenziarie italiane e internazionali, che si stringono attorno ad una causa comune: la dignità umana dietro le mura.
un’occasione per ricordare che ogni persona, al di là delle proprie azioni, conserva intrinseco il diritto alla speranza, un diritto che il sistema penale, spesso percepito come una barriera invalicabile, deve sforzarsi di proteggere.
L’apertura del Giubileo, il 12 dicembre, sarà un momento di riflessione approfondita, con il convegno intitolato “Il diritto alla speranza: 50 anni di ordinamento penitenziario, l’Anno Giubilare della Speranza e il Giubileo dei Detenuti”, un’occasione per esaminare l’evoluzione del sistema carcerario alla luce dei principi di riabilitazione e reintegrazione.
Le giornate successive, il 12 e il 13 dicembre, saranno dedicate alla riflessione spirituale e al confronto costruttivo presso la Casa di Fraterna di Sacrofano, promosse dall’Ispettorato Generale dei Cappellani delle Carceri Italiane.
Il culmine dell’evento, il 14 dicembre, sarà una solenne celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco nella Basilica di San Pietro.
Un gesto simbolico ed emozionante, poiché le ostie utilizzate durante la messa saranno donate dalla Fondazione Casa dello Spirito, frutto di un progetto, “Il senso del Pane”, che dal 2016 coinvolge centinaia di detenuti in laboratori di panificazione, creando un legame tangibile tra il mondo carcerario e la comunità religiosa e civile.
Le ostie, provenienti dai laboratori penali di Opera, San Vittore e Bollate, rappresentano un simbolo potente di trasformazione e di servizio.







