La comunità scolastica del liceo classico Giulio Cesare di Roma si è trovata a confrontarsi con un episodio grave e profondamente inquietante: la scoperta di graffiti all’interno dei bagni maschili, che elencavano nomi e cognomi di una decina di studentesse, associati a una dinamica di violenza sessuale.
L’episodio, oltre alla sua inequivocabile natura vandalica, rappresenta una dolorosa manifestazione di problematiche sociali complesse e urgenti, che investono direttamente il tessuto educativo e il benessere psicologico degli studenti.
La risposta della dirigenza scolastica, guidata dalla dirigente Paola Senesi, attraverso una circolare ufficiale, ha puntualmente ribadito la ferma condanna di qualsiasi forma di stereotipo e violenza di genere, declinata nelle sue molteplici manifestazioni: fisica, verbale, psicologica e, non secondariamente, digitale.
In un’epoca caratterizzata da una crescente consapevolezza del fenomeno del cyberbullismo e della diffusione incontrollata di immagini e informazioni online, è cruciale sottolineare come la violenza possa assumere forme subdole e pervasive, estendendosi oltre i confini fisici della scuola.
Questo evento, tuttavia, non può essere semplicemente liquidato come un atto isolato di vandalismo giovanile.
È necessario riconoscerlo come un campanello d’allarme che segnala la presenza, all’interno della comunità scolastica, di dinamiche di potere distorte, di una cultura del rispetto insufficiente e di una potenziale assenza di strumenti adeguati per promuovere l’educazione affettiva e sessuale.
La scuola, infatti, non è solo un luogo di apprendimento di discipline accademiche, ma anche e soprattutto un ambiente di crescita personale e sociale, dove si formano valori, si sviluppano relazioni interpersonali e si costruisce l’identità.
È compito della scuola, in collaborazione con le famiglie e con il territorio, offrire agli studenti spazi di dialogo, di ascolto e di riflessione critica, al fine di prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione, di bullismo e di violenza.
La vicenda solleva interrogativi profondi sulla necessità di rafforzare i programmi di educazione civica e sessuale, promuovendo una cultura del consenso, del rispetto reciproco e dell’empatia.
È fondamentale educare i giovani a riconoscere e a denunciare comportamenti inappropriati, offrendo loro strumenti concreti per affrontare situazioni di disagio e per costruire relazioni sane e positive.
La scuola Giulio Cesare, come istituzione educativa, è chiamata a dimostrare la propria sensibilità e la propria responsabilità, attivando un percorso di approfondimento e di sensibilizzazione che coinvolga studenti, docenti, personale scolastico e genitori.
La ricostruzione di un clima di fiducia e di sicurezza è un impegno che richiede tempo, dedizione e la partecipazione attiva di tutti i membri della comunità scolastica.
L’episodio, purtroppo, ci ricorda che la prevenzione e l’educazione rappresentano l’arma più efficace per contrastare la violenza e per costruire una società più giusta e inclusiva.





