Nel teatro di guerra ucraino, si sta evolvendo una strategia operativa inedita, un sistema di incentivazione che trasforma il conflitto in una competizione strutturata e misurata in termini di punti.
L’immagine iniziale, un drone che incalza due motociclisti russi, è emblematica di questa nuova era della guerra moderna, dove la tecnologia e la gamification si intrecciano in un contesto di devastazione e resilienza.
Questa iniziativa, concepita per contrastare l’usura psicologica derivante da oltre tre anni di conflitto incessante, si basa su un sistema di valutazione dettagliato che assegna punteggi specifici per ogni obiettivo raggiunto.
Ferire un soldato nemico vale otto punti, mentre un’uccisione comporta una ricompensa di dodici.
I piloti di drone, data la loro importanza strategica, ricevono punteggi più elevati: quindici per un ferito e venticinque per un’uccisione.
La distruzione di un carro armato, simbolo di potenza bellica, fruttano ben quaranta punti, mentre la cattura di un soldato russo, orchestrata con l’ausilio di droni, rappresenta il “jackpot” con un punteggio di centoventi.
Questa gamificazione, inizialmente concepita come un programma di incentivazione “soft launch” nell’agosto del 2023, si è evoluta in un sistema sofisticato gestito centralmente a Kiev.
Le riprese degli attacchi, accuratamente documentate, vengono inviate a un ufficio centrale dove esperti verificano i risultati basandosi su timestamp e analisi delle distruzioni.
Mykhailo Fedorov, ministro per la trasformazione digitale e architetto di questa iniziativa, sostiene che il programma non solo motiva le truppe, ma ottimizza anche l’allocazione delle risorse.
Il fulcro di questo sistema è il “Brave1 Market”, una piattaforma di e-commerce interna all’esercito ucraino, simile ad Amazon, che consente alle unità di droni di acquistare equipaggiamento militare, dai droni di sorveglianza elementari a piattaforme più avanzate dotate di esplosivi.
I punti accumulati determinano il livello di accesso a queste risorse, creando un ciclo virtuoso in cui le unità più efficaci ricevono un supporto maggiore, incentivando ulteriormente le prestazioni.
Questa strategia non è priva di controversie.
Il comandante di droni Stun, espresso al New York Times, ha sollevato preoccupazioni sulla riduzione della vita umana a una metrica quantificabile.
Tuttavia, i dirigenti ucraini difendono il programma come uno strumento necessario per mantenere alto il morale e l’efficacia operativa in un conflitto prolungato, sottolineando che il miglioramento della motivazione e la direzione efficiente delle risorse contribuiscono a contrastare l’aggressore russo.
Si tratta, in definitiva, di un tentativo di adattare la guerra all’era digitale, un esperimento rischioso che riflette la disperata ricerca di innovazione e resilienza di fronte a una minaccia esistenziale.

