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Impianti sciistici Alto Adige: un motore economico da 284,5 milioni di euro.

Un recente studio commissionato dall’Associazione Esercenti Funiviari dell’Alto Adige, realizzato da PricewaterhouseCoopers, ha quantificato in modo dettagliato l’impatto socio-economico cruciale del settore degli impianti di risalita per la provincia.

L’analisi, che va ben oltre la mera valutazione del fatturato degli impianti stessi, rivela un effetto moltiplicatore profondo e pervasivo sull’economia locale e sulla qualità della vita della popolazione altoatesina.
Nella sola stagione invernale 2023/2024, l’attività generata dall’utenza degli impianti di risalita ha riversato nelle casse provinciali un gettito fiscale di 284,5 milioni di euro.
Queste risorse, come sottolinea il Presidente dell’Associazione, Helmut Sartori, sono vitali per il finanziamento di servizi essenziali a beneficio di tutta la comunità altoatesina, contribuendo significativamente al mantenimento e al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi pubblici.
L’effetto moltiplicatore, elemento chiave dell’analisi condotta da Christian Celoria di Pwc Italia, amplifica ulteriormente il valore del settore.

Ogni milione di euro investito negli impianti di risalita innesca una reazione a catena, generando una spesa turistica locale di 5,63 milioni di euro, un fatturato per le imprese locali pari a 9,36 milioni di euro (misurato come valore della produzione locale) e un significativo incremento del valore aggiunto sul territorio, stimato in 4,53 milioni di euro.

Parallelamente, il settore garantisce un importante contributo all’occupazione, supportando direttamente circa 76 posti di lavoro e generando un impatto indiretto ancora più ampio nell’indotto.
L’analisi si estende anche alla stagione estiva 2023, fornendo un quadro completo del contributo annuale degli impianti di risalita.

Nel corso delle due stagioni, gli impianti delle società associate ad Anef hanno registrato complessivamente circa 13,9 milioni di ingressi, con un picco di 10 milioni durante l’inverno e 3,9 milioni in estate.

Considerando anche le presenze di accompagnatori non muniti di biglietto e le notti aggiuntive dei turisti, le presenze totali si attestano a 15,5 milioni, evidenziando il ruolo centrale degli impianti di risalita come catalizzatore di flussi turistici e di movimento sul territorio.
Un aspetto fondamentale dell’indagine è la distribuzione dettagliata della spesa turistica, suddivisa in 12 categorie per fornire un quadro preciso delle abitudini di consumo dei visitatori.
Le analisi complessive stimano una spesa turistica totale sostenuta nella provincia di Bolzano pari a 2.393 milioni di euro, con una spesa media giornaliera pro-capite di 154 euro.
Di questa cifra, 425 milioni di euro vengono direttamente destinati alle società di gestione degli impianti per l’acquisto di skipass e servizi correlati, mentre 1.968 milioni di euro vengono spesi per servizi forniti da altri operatori provinciali legati al turismo.
Questa ingente somma di denaro alimenta un complesso sistema di relazioni economiche, generando un impatto occupazionale significativo.
Sono stati creati 32.270 posti di lavoro, di cui 22.620 negli operatori turistici diretti, 6.059 nelle imprese della filiera di fornitura e 3.591 presso operatori locali che beneficiano dei consumi finali generati dagli occupati diretti e indiretti.

Il settore, quindi, si configura come un vero e proprio motore di sviluppo sostenibile per l’Alto Adige, in grado di generare ricchezza, occupazione e benessere per l’intera comunità.

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