Istituto delle Rosine: due secoli di storia e impegno sociale a Torino.

A due secoli e settant’anni dalla sua istituzione, l’Istituto delle Rosine si erge a Torino come un faro culturale e un pilastro sociale, incarnando un’eredità di resilienza, creatività e impegno verso le fasce più vulnerabili della comunità.
Più che un semplice orfanotrofio, la Casa Madre, nata per volere illuminato di Carlo Emanuele III, rappresentò fin da subito un progetto innovativo, plasmato dalla visione caritatevole di Rosa Govone.

Il sovrano, intuendo il valore della sua opera, concesse alla Govone il complesso un tempo occupato dai Fatebenefratelli, ponendo le basi per un’istituzione che avrebbe profondamente segnato la storia della città.
L’intuizione di Carlo Emanuele III fu quella di offrire alle giovani ospitate un percorso di emancipazione, ben oltre la mera istruzione religiosa.

Le Rosine non furono destinate a una passiva devozione, ma divennero protagoniste del proprio sviluppo, affinando abilità manuali nelle arti del ricamo e della tessitura, trasformando la sapienza artigianale in una reale autonomia economica.

Questa visione, lungimirante per l’epoca, le permise di acquisire competenze spendibili in un mercato del lavoro che, pur con le limitazioni del tempo, offriva opportunità concrete.
L’Istituto si configurò così come un crogiolo di bellezza, lavoro, cultura e spiritualità, un luogo di rifugio e crescita che attirò l’attenzione e il sostegno della nobiltà sabauda, testimoniando il riconoscimento del valore aggiunto portato avanti dalla Govone e dalle successive figure che ne curarono la gestione.
La sua influenza si estese ben oltre i confini dell’istituzione, contribuendo a plasmare un’identità torinese caratterizzata da un profondo senso di responsabilità sociale.

Oggi, l’Istituto delle Rosine si proietta nel futuro senza dimenticare le proprie radici, reinterpretando la sua missione alla luce delle esigenze contemporanee.
Il Polo artistico e culturale rappresenta un’evoluzione naturale di questa eredità, un luogo di incontro e sperimentazione che integra la memoria storica con un’offerta formativa e culturale dinamica e inclusiva.

Le sue sale, il giardino e gli spazi espositivi sono animati da una programmazione variegata che spazia dalla musica alla danza, dal teatro alle arti visive, accogliendo iniziative volte a promuovere la creatività, il dialogo interculturale e la partecipazione civica.

L’impegno sociale, elemento distintivo fin dalla fondazione, si concretizza in progetti mirati a sostenere le donne in difficoltà, le neomamme e i bambini con disabilità uditive.
Il Punto d’ascolto offre supporto psicologico gratuito, il Cerchio delle Mamme crea un ambiente di accoglienza e scambio, il Percorso di Musicoterapia, in collaborazione con l’Ospedale Martini, utilizza la potenza dell’arte per favorire lo sviluppo e il benessere dei più piccoli, dimostrando come l’approccio olistico possa rappresentare una risorsa preziosa nel percorso di cura e riabilitazione.
Questi servizi, innovativi e attenti alle esigenze del territorio, testimoniano la capacità dell’Istituto di rimanere un punto di riferimento essenziale per la comunità torinese, un luogo dove la tradizione si fonde con l’innovazione per costruire un futuro più equo e sostenibile.

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