Jesi e Ospedale di Comunità: Preoccupazioni e Interrogativi sul PNRR

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La realizzazione della casa di comunità e dell’ospedale di comunità a Jesi (Ancona), progetti cruciali finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e cofinanziati dalla Regione Marche, solleva interrogativi e preoccupazioni che il sindaco Lorenzo Fiordelmondo ha formalmente interpellato l’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro.
Le recenti dichiarazioni dell’assessore Calcinaro in sede di Consiglio Regionale, che hanno evidenziato criticità inattese e potenzialmente impattanti, hanno amplificato un senso di incertezza diffuso nella comunità locale.
Sebbene i cronoprogrammi iniziali fissassero il completamento delle strutture entro il 2026, con un investimento complessivo di oltre 2,6 milioni di euro per la casa di comunità e 6,3 milioni per l’ospedale, le nuove informazioni suggeriscono un quadro più complesso e problematico.
Il sindaco Fiordelmondo ha espresso all’assessore le rimostranze della cittadinanza, sottolineando come le difficoltà incontrate siano il risultato di una sottovalutazione sistemica delle esigenze e delle complessità del progetto.

La riduzione iniziale dei posti previsti per la casa di comunità, da 40 a 32, e la successiva decisione di finanziare solo 16 posti, al di sotto degli standard minimi legislativi, avevano già suscitato forte disappunto.
Ora, la situazione si presenta ulteriormente aggravata, a testimonianza di una gestione che appare disconnessa dalle reali necessità del territorio.

La vicenda non si limita a una questione meramente tecnica o burocratica; essa riflette una profonda crisi di fiducia nelle istituzioni e nella capacità di garantire servizi essenziali alla popolazione.
La riduzione dei servizi sanitari, in un contesto già segnato da difficoltà di accesso e carenza di personale, rischia di compromettere la qualità della vita e la sicurezza della comunità.
L’impegno dell’assessore Calcinaro a recarsi a Jesi prima di Natale per un incontro approfondito con il sindaco e le autorità locali rappresenta un segnale positivo, un’opportunità per chiarire le ragioni dei ritardi e per definire un percorso di risanamento.
È fondamentale che questo incontro si traduca in azioni concrete, che garantiscano il rispetto degli impegni presi e l’erogazione puntuale dei servizi sanitari.
La Vallesina e Jesi, in particolare, rivendicano con forza il mantenimento di tutte le risorse finanziarie e programmatiche destinate a queste strutture, affinché possano realmente rispondere alle esigenze di salute della popolazione e contribuire a rafforzare il sistema sanitario territoriale.

L’auspicio è che questa vicenda possa stimolare una riflessione più ampia sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla necessità di una governance più trasparente e partecipata, capace di ascoltare le istanze del territorio e di garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini.

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