Kiefer a Milano: Le Alchimiste, un omaggio alle donne dimenticate.

A Palazzo Reale di Milano, nel 2026, si aprirà un capitolo inedito nella riflessione artistica di Anselm Kiefer: “Le Alchimiste”, un’installazione site-specific di vasta portata, pensata per conversare con la suggestiva Sala delle Cariatidi e per offrire un tributo a figure femminili spesso marginalizzate dalla narrazione storica.

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L’opera, promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, con il sostegno di Gagosian, Galleria Lia Rumma, Unipol e Banca Ifis, si inserisce nel programma culturale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, elevando l’evento a simbolo di una rilettura critica del passato.

La curatela di Gabriella Belli illumina un percorso che scava nelle profondità del sapere femminile, focalizzandosi sull’eredità intellettuale di alchimiste, spesso ingiustamente oscurate.
L’esposizione, composta da un ciclo di oltre quaranta tele di grandi dimensioni, si configura come un omaggio a Caterina Sforza, figura emblematica del Rinascimento milanese, figlia di Galeazzo Maria Sforza, e custode di un prezioso manoscritto che racchiude un compendio di conoscenze mediche, cosmetologiche e alchemiche.

Kiefer, attraverso la sua cifra stilistica inconfondibile, caratterizzata da una pittura materica e densa di simbolismi, non si limita a recuperare la memoria di Caterina Sforza, ma estende il suo sguardo a una costellazione di altre donne, donne di ingegno e coraggio, come Isabella Cortese, Maria la Giudea, Marie Meudrac, Rebecca Vaughan, Mary Anne Atwood e Anne Marie Ziegler.

Queste figure, a lungo silenziate e private del riconoscimento che meritavano, emergono dalle tele come apparizioni, testimonianze di un sapere innovativo e spesso rivoluzionario, essenziale per lo sviluppo del pensiero scientifico moderno.

L’installazione non è solo un recupero storico, ma una profonda riflessione sul potere del silenzio, sulla costruzione delle narrazioni ufficiali e sull’importanza di riconoscere il contributo femminile alla cultura e alla scienza.

Kiefer, con la forza del suo linguaggio visivo, sfida lo spettatore a interrogarsi sui meccanismi dell’oblio e sulla necessità di riscoprire voci che, per secoli, sono state soffocate.

La Sala delle Cariatidi, con la sua atmosfera solenne e drammatica, amplifica il significato dell’opera, trasformandosi in un luogo di memoria, di riflessione e di celebrazione dell’ingegno femminile.

L’evento si configura dunque come un’occasione unica per rileggere la storia alla luce di una prospettiva inedita, valorizzando il ruolo delle alchimiste come pioniere del sapere e custodi di un patrimonio intellettuale fondamentale.

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