Laura Pausini, icona indiscussa della musica italiana e figura di riferimento nel panorama internazionale, affiancherà il direttore artistico Carlo Conti nel ruolo di co-conduttrice per le cinque edizioni del Festival di Sanremo 2026.
L’annuncio, giunto a sorpresa durante la trasmissione serale del Tg1, segna un ulteriore capitolo nella storia del Festival, tradizionalmente legato a figure femminili capaci di incarnare l’evoluzione del costume e della cultura popolare.
L’inclusione di Pausini non è solo una scelta di prestigio, ma un’operazione strategica volta a ampliare la platea del Festival e a consolidare la sua posizione di evento di rilevanza globale.
La sua carriera, costellata di successi discografici, collaborazioni internazionali e una profonda connessione emotiva con il pubblico, la rende la figura ideale per veicolare i valori di sanità, innovazione e inclusione che il Festival intende promuovere.
Conti, che da anni dimostra una sensibilità acuta nel rinnovare il format mantenendone intatta l’identità, ha sottolineato come Pausini rappresenti una voce potente e versatile, capace di dialogare con generazioni diverse e di interpretare con autenticità l’essenza del Festival.
La sua presenza scenica, carismatica e coinvolgente, promette di arricchire ulteriormente lo spettacolo, infondendo un’atmosfera di emozione e spettacolo che trascenda i confini nazionali.
L’edizione 2026 del Festival si preannuncia come un crocevia di generi musicali e tendenze artistiche, in un contesto sociale in rapida trasformazione.
L’abilità di Pausini nel navigare tra le diverse sfaccettature della cultura contemporanea, unita alla sua profonda umanità, la rende una guida ideale per accompagnare il pubblico in un viaggio emozionante attraverso il mondo della musica e dell’intrattenimento.
La co-conduzione con Laura Pausini non solo eleva il profilo del Festival, ma sottolinea l’importanza di valorizzare talenti femminili che hanno saputo lasciare un’impronta indelebile nella storia della musica.
Questo gesto simbolico riflette un impegno concreto verso una maggiore rappresentanza e inclusione, elementi cruciali per il futuro del Festival e per la sua capacità di rispecchiare la complessità e la ricchezza del nostro tempo.
L’attesa è già palpabile, con la speranza di un evento indimenticabile, capace di celebrare la musica italiana nel mondo.





