“Le Dee del Grano: Un Viaggio nell’Anima della Basilicata tra Mito, Terra e Comunità”Un’esperienza museale inedita e immersiva, concepita come un organismo vivente che si dispiega nel tempo, dalla semina alla promessa del raccolto del 2026, segna un nuovo approccio alla fruizione culturale in Basilicata.
“Le Dee del Grano” non è una mostra, ma un progetto corale, un intreccio di narrazioni che abbraccia l’intera regione, offrendo un ritratto poliedrico dell’identità lucana attraverso la lente del cereale, del culto femminile e del lavoro umano.
L’iniziativa, promossa dai Musei nazionali di Matera – Direzione Regionale Musei nazionali della Basilicata, si articola in un percorso espositivo diffuso, che coinvolge quattro sedi museali principali: Palazzo Lanfranchi (Matera), il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, il Museo Archeologico Nazionale della Siritide (Policoro) e il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata Dinu Adamesteanu – Palazzo Loffredo (Potenza).
A queste si aggiungono ulteriori tappe significative dislocate in comuni strategici del territorio, come Tricarico, Melfi e Grumento, e la sede del Museo diocesano Matera (Mata), ciascuna offrendo una prospettiva unica e complementare.
Il cuore pulsante del progetto risiede nel racconto profondo delle divinità femminili associate al grano – figure mitiche le cui gesta plasmarono il paesaggio e l’immaginario collettivo – e nella celebrazione del legame indissolubile tra la terra, il lavoro dell’uomo e il nutrimento del corpo e dell’anima.
Il percorso esplora le dinamiche di un rapporto ancestrale, svelandone le radici culturali, rituali e simboliche, e ripercorrendo le vicende di una comunità che, da millenni, affonda le proprie origini nella coltivazione del cereale.
L’inaugurazione, fissata per il 20 dicembre, segna l’apertura simultanea delle diverse sezioni, ognuna dedicata a un aspetto specifico del tema.
A Matera, “Dee e donne.
Sotto e sopra la terra, dalla discesa al ritorno”, invita a un viaggio introspettivo tra mito e realtà, tra i cicli della natura e le tradizioni popolari.
Metaponto offre uno sguardo sul “Grano senza le dee”, evidenziando l’importanza del cereale nella storia e nell’economia della regione.
A Policoro, “Culti e simboli di Demetra ad Herakleia in Magna Grecia” rivela l’eredità ellenica e il ruolo cruciale della dea dell’agricoltura nella Magna Grecia.
A Potenza, “Terra, radici, memoria e rinascita” celebra la forza vitale del territorio e la resilienza della comunità.
L’esperienza non si limita all’esposizione di manufatti e reperti.
Il progetto si configura come un vero e proprio viaggio sensoriale, scandito dai ritmi della terra.
Ogni tappa è legata a un momento specifico del ciclo agricolo: Tricarico, durante il periodo di silenziosa attesa del seme; Melfi, nella gioiosa esplosione della nuova vegetazione; Grumento, nel momento culminante della mietitura e del raccolto; e Mata, con la riflessione sul passaggio dal compimento all’inizio di un nuovo ciclo.
“Le Dee del Grano” si propone quindi come un’occasione unica per riscoprire le radici culturali e identitarie della Basilicata, celebrando la sua storia, il suo paesaggio e la sua comunità attraverso un approccio innovativo e immersivo che coinvolge tutti i sensi e stimola la riflessione sul rapporto tra uomo, natura e spiritualità.
Un progetto ambizioso che si preannuncia come un vero e proprio patrimonio culturale per la regione e un’esperienza indimenticabile per i visitatori.







