Il Via del Mare si tinge di amaro per il Lecce, sconfitto 2-1 da un Parma che dimostra carattere e cinismo.
Un avvio fulminante, con il gol di Stulic che infiamma i primi secondi di gioco, sembra presagire un pomeriggio agevole per i salentini.
Tuttavia, la fragilità difensiva e le difficoltà a capitalizzare le occasioni create si rivelano fatali.
Il primo tempo, pur dominato a tratti dal Lecce, vede Maleh sfiorare il raddoppio, ma l’attacco parmense si fa vivo e mette in difficoltà la retroguardia locale.
La ripresa si apre con un episodio chiave: l’espulsione di Banda, per un fallo inopportuno, lascia il Lecce in inferiorità numerica e cambia radicalmente l’inerzia del match.
L’undici di D’Aversa, abile a sfruttare lo squilibrio, intensifica la pressione, trovando un varco grazie a un’inattesa deviazione di Tiago Gabriel che sblocca il risultato.
La rimonta si completa con la rete di Pellegrino, che coglie il Lecce impreparato e sancisce il sorpasso.
Il tentativo di reazione dei padroni di casa si infrange contro l’efficacia difensiva degli ospiti, amplificata dall’ulteriore espulsione di Gaspar, che condanna il Lecce alla gestione in nove uomini.
Un finale amaro che evidenzia le lacune tattiche e di gestione della partita, lasciando ai tifosi salentini la consapevolezza di una prestazione insufficiente e la necessità di una profonda riflessione per il prosieguo del campionato.
La traversa colpita da Bernabé, nel mezzo dell’azione parmense, preannunciava un destino avverso, culminato con un risultato che fotografa la difficoltà del Lecce a mantenere il vantaggio e a reagire alle avversità.
Il Parma, pragmatico e determinato, si aggiudica meritatamente una vittoria preziosa, confermando la propria solidità e la capacità di capitalizzare gli errori altrui.






