Lettura in Italia: Cresce il numero, cala la qualità.

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L’Italia si conferma un paese di lettori, con un dato significativo che investe quasi tre quarti della popolazione adulta (76%, corrispondenti a circa 34 milioni di individui) che ha interagito con un libro – sia in forma cartacea, digitale o audio – nell’ultimo anno.
Questo dato, rilevato dall’Osservatorio Aie sulla lettura e presentato durante l’incontro ‘La qualità della lettura in Italia’ a Più Libri Più Liberi, segna una crescita del 4% rispetto al 2024, evidenziando un rinnovato interesse, o almeno una persistenza, per la lettura.

Tuttavia, un’analisi più approfondita rivela dinamiche complesse.
La crescita coinvolge tutte le fasce d’età, con un incremento particolarmente marcato tra i giovani (15-17 anni, +5%), che vedono quasi nove ragazzi su dieci dedicarsi alla lettura.
Nonostante questo, l’osservatorio mette in luce un paradosso: sebbene il numero di lettori sia in aumento, la *qualità* del tempo dedicato alla lettura è in declino.
Si assiste a una riduzione sia della frequenza (dal 72% al 61% di chi legge almeno una volta a settimana) sia della durata media (da 3 ore e 32 minuti a 3 ore e 7 minuti settimanali).

Questa diminuzione del tempo dedicato alla lettura suggerisce un cambiamento nelle abitudini, forse legato alla crescente competizione con altre forme di intrattenimento digitale e all’accelerazione dei ritmi di vita.

L’indagine conferma inoltre il consolidato divario di genere: le donne si confermano lettrici più assidue (81% della popolazione femminile) rispetto agli uomini (72%).
Dal punto di vista geografico, emerge una disparità notevole tra Nord e Sud Italia.

Sebbene il Sud e le Isole rappresentino il 30% dei lettori di libri a stampa, la quota di copie vendute si ferma al 19%, segnalando un potenziale mercato inespresso, forse ostacolato da difficoltà di accesso a canali di distribuzione efficienti, sia online che fisici.

Questa lacuna suggerisce un’urgenza di interventi mirati per avvicinare i lettori meridionali all’offerta editoriale, considerando non solo la disponibilità di libri, ma anche la promozione della lettura e la creazione di contesti favorevoli all’incontro con il libro.

Renata Gorgani, vicepresidente di Aie, ha sottolineato come i giovani percepiscano sempre più la lettura come un’esperienza sociale e performativa, un elemento da condividere e ostentare.
Questa tendenza, apparentemente positiva, si contrappone alla riduzione del tempo dedicato alla lettura, sollevando interrogativi sulla profondità dell’esperienza letteraria e sulla necessità di promuovere una fruizione più consapevole e significativa.
In conclusione, l’indagine mette in luce la resilienza della lettura in Italia, ma anche le sfide che il settore editoriale deve affrontare per garantire non solo la sua sopravvivenza, ma anche la sua capacità di arricchire il tessuto culturale e civile del paese.
La collaborazione tra istituzioni, editori e operatori culturali si rivela quindi cruciale per sostenere e incrementare la lettura, raggiungendo anche le fasce di popolazione più marginalizzate e promuovendo una cultura del libro che sia accessibile, stimolante e profondamente significativa.
La metodologia Cawi/Cati utilizzata per l’indagine, basata su un campione di 4.000 persone, garantisce la rappresentatività dei dati e la loro validità come strumento per orientare le politiche culturali e le strategie editoriali.

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