Il panorama della lettura in Italia, osservato attraverso le lenti del 2025, rivela un quadro apparentemente solido: tre quarti degli italiani tra i 15 e i 74 anni si professano lettori, una percentuale in lieve crescita rispetto all’anno precedente.
Tuttavia, questa cifra, pur incoraggiante, necessita di un’analisi più approfondita.
L’etichetta di “lettore” include un’ampia gamma di esperienze – dalla lettura parziale di un volume alla fruizione di manuali, guide turistiche o fumetti – e cela una contraddizione: se la popolazione dichiara di leggere, una significativa fetta di essa si attesta su un consumo letterario limitato, inferiore a un libro ogni quattro mesi.
Questa dissonanza impone una riflessione critica: cosa significa essere “lettori” oggi? Quali fattori frenano un’immersione più profonda nel mondo della lettura, nonostante la sua presunta popolarità? E, soprattutto, come si può catalizzare un cambiamento culturale che non si limiti ad allargare la base dei lettori, ma che elevi la qualità dell’esperienza letteraria, trasformandola in un’attività più consapevole e appagante?Le risposte a queste interrogative saranno al centro del dibattito che animerà il programma professionale di “Più libri più liberi”, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, ospitata alla Nuvola di Roma dal 4 all’8 dicembre.
Un evento cruciale, organizzato dall’Associazione Italiana Editori (Aie), che vuole stimolare una riflessione strutturale sulla lettura nel nostro Paese.
L’analisi dettagliata dell’Osservatorio Aie sulla lettura, condotta da Pepe Research, fornirà la base dati per l’incontro “La qualità della lettura in Italia”, previsto per il 5 dicembre.
Il confronto vedrà coinvolti esponenti di spicco come Federico Mollicone, Irene Manzi, e Renata Gorgani, con la moderazione del direttore di Aie, Fabio Del Giudice.
L’obiettivo è dissezionare il fenomeno della lettura, individuandone i meccanismi sottostanti, le dinamiche sociali che la influenzano e le possibili strategie per migliorarne la profondità e la fruibilità.
Un’altra sfida cruciale è rappresentata dalle disparità territoriali, un divario che limita l’accesso alla lettura e la sua promozione in diverse regioni d’Italia.
L’incontro “La lettura come politica territoriale.
Fondi e progetti per il Sud”, in programma il 4 dicembre, intende affrontare questo tema con concretezza, invitando esperti del settore come Marcello Buonomo, Giuliana Fiorentino, Antonello Pellegrino, Florindo Rubbettino e Vincenzo Santoro.
La discussione si concentrerà sulla destinazione dei fondi, sull’ideazione di progetti mirati e sulla creazione di un ecosistema culturale più equo e inclusivo per il Sud Italia.
Infine, l’importanza delle politiche culturali sarà al centro dell’incontro “La cultura abita qui: politiche per città vive e inclusive”, il 4 dicembre.
Moderato da Paolo Conti, il dibattito vedrà la partecipazione di Innocenzo Cipolletta, Adriana Poli Bortone, Tommaso Sacchi e Massimiliano Smeriglio, per esplorare il ruolo della cultura come motore di sviluppo sociale, economico e civile, e per definire strategie innovative che favoriscano la creazione di città più vivibili, accoglienti e partecipate.
L’auspicio è di trasformare la lettura non solo in un piacere individuale, ma in un elemento fondamentale per la costruzione di una società più consapevole, coesa e culturalmente ricca.

