LIS digitale: Sardegna abbatte le barriere comunicative.

L’abbattimento delle barriere comunicative tra la comunità sorda e gli enti pubblici si concretizza in Sardegna grazie a un’innovativa piattaforma di traduzione automatica della Lingua dei segni italiana (LIS).

Un progetto ambizioso, frutto di una collaborazione strategica tra Sardegna Ricerche, CRS4 e la Regione, promette di rivoluzionare l’accesso ai servizi amministrativi per le oltre 40.000 persone con problemi di udito presenti sull’isola.

L’iniziativa, supportata da un finanziamento superiore a 700.000 euro proveniente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si fonda su un dataset video in continua espansione, attualmente composto da oltre mille segni e destinato a raggiungere una completezza ancora maggiore.
La tecnologia impiegata si basa su sofisticati modelli di deep learning, architetture di reti neurali artificiali capaci di apprendere e interpretare i complessi schemi della LIS, trasformandoli in testo comprensibile o voce sintetica.

Questo sviluppo non è il risultato di una soluzione immediata, ma il culmine di un decennio di ricerca e test approfonditi, che hanno richiesto un impegno costante e la partecipazione attiva di esperti della LIS e di rappresentanti della comunità sorda.
La piattaforma software, frutto di questo lavoro meticoloso, è pronta a essere implementata in diversi uffici pubblici sardi nei prossimi mesi, segnando un passo fondamentale verso l’inclusione e la parità di accesso ai servizi.
L’incontro recente a Cagliari ha rappresentato un’ulteriore conferma del successo del progetto, offrendo un prezioso momento di scambio e rafforzamento dei rapporti tra i partner coinvolti e la comunità sorda.
Durante l’evento, è stato dato un impulso significativo all’arricchimento del dataset video della LIS, la linfa vitale della piattaforma di interpretazione automatica.
Il focus attuale è sull’acquisizione e l’analisi di ulteriori 600 segni, per raggiungere l’obiettivo delle 1200 unità lessicali.
“Questo servizio di accessibilità rappresenta un vero punto di svolta,” afferma Piero Pili, responsabile del progetto Ipoacusia e ricercatore del CRS4.
“Non solo faciliterà l’interazione tra la pubblica amministrazione regionale e le persone sorde, ma aprirà nuove opportunità di accesso a servizi essenziali.
Pensiamo, ad esempio, al programma ‘Ritornare a casa plus’, volto a supportare le persone non autosufficienti nel proprio domicilio, o ai ‘Piani personalizzati’ previsti dalla legge 162/1998, che garantiscono un contributo per interventi socio-assistenziali.

La piattaforma andrà ben oltre la semplice traduzione, promuovendo una comunicazione più efficace e una maggiore partecipazione civica.
”L’iniziativa sottolinea l’importanza di una cultura dell’accessibilità e dell’innovazione tecnologica per costruire una società più equa e inclusiva, dove le barriere comunicative siano superate e ogni cittadino possa esercitare pienamente i propri diritti.

Il progetto sardo si pone come modello virtuoso da replicare in altri contesti, contribuendo a diffondere una cultura della comunicazione accessibile e a promuovere l’empowerment della comunità sorda.

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