La comunità di Locana è addolorata per la perdita di Nadia Aimonetto, una figura emblematica che trascendeva i confini del suo paese, lasciando un segno indelebile nell’intera Valle Orco.
La sua scomparsa, avvenuta in un momento simbolico come la fine di un anno, ha avvolto Locana in un velo di profonda tristezza, sottolineando la fragilità dell’esistenza e l’importanza dei legami che ci uniscono.
Nadia, nata nel 1977, incarnava un raro connubio di professionalità, dedizione e profonda umanità.
La sua vita lavorativa, dedicata al servizio di una realtà locale, era caratterizzata da un’etica del lavoro impeccabile, una precisione certosina e una gentilezza disarmante che la rendevano non solo una collega competente, ma un punto di riferimento emotivo per molti.
Questa professionalità, tuttavia, era solo una facciata che celava una passione più profonda, radicata nel cuore della montagna.
L’allevamento bovino, un’eredità paterna, rappresentava per Nadia molto più di un semplice mestiere.
Era un legame ancestrale con la terra, un’espressione di rispetto per la natura e un atto di continuità generazionale.
Il padre, figura di spicco nella comunità, le aveva trasmesso non solo le tecniche e i segreti dell’allevamento, ma anche un ethos di lavoro onesto, di resilienza e di profonda connessione con il territorio.
Insieme alla sorella, Nadia dedicava gran parte del suo tempo libero all’azienda agricola di famiglia, un impegno che assumeva un significato ancora più profondo alla luce della perdita dei genitori, scomparsi prematuramente e lasciando un vuoto incolmabile.
Quegli alpeggi, le stalle, i pascoli: luoghi di fatica, ma anche di profonda serenità, dove Nadia trovava la forza di affrontare le sfide della vita e di onorare la memoria dei suoi cari.
In quegli spazi, si riconnetteva con le sue radici, riscoprendo il significato del lavoro manuale, della fatica condivisa e del legame con la storia familiare.
Nadia possedeva un carisma naturale, una capacità innata di entrare in empatia con gli altri, di comprendere le loro esigenze e di offrire un sorriso sincero.
Era una persona socievole, disponibile, dotata di una cortesia che disarmava e un’autenticità che affascinava.
La sua scomparsa lascia un vuoto non solo nel cuore dei suoi familiari, ma in tutta la comunità, che ha perso una figura di riferimento, un punto di riferimento emotivo e un esempio di vita.
Il 31 dicembre, il giorno dell’ultimo saluto, Locana si è fermata in un silenzio solenne, per testimoniare il dolore della famiglia e per rendere omaggio a una donna straordinaria.
Una folla commossa si è stretta attorno ai suoi cari, portando con sé il ricordo di un sorriso, di un gesto di gentilezza, di una parola di conforto.
Nadia lascia un’eredità preziosa, un seme di bontà che continuerà a germogliare nei cuori di coloro che l’hanno conosciuta, un esempio di vita semplice, autentica e profondamente umana, un eco che risuonerà per sempre tra le cime delle montagne che tanto amava.
Il suo ricordo sarà una fonte di ispirazione per le generazioni future, un monito a preservare i valori del lavoro, della famiglia e dell’amore per la propria terra.








