sabato 10 Gennaio 2026

Lombardia, 2025: Qualità dell’aria tra progressi e criticità.

Il quadro della qualità ambientale in Lombardia nel 2025, delineato dai dati raccolti da Arpa tra il 1° gennaio e il 18 dicembre, rivela un andamento complessivamente positivo, pur evidenziando aree di criticità che richiedono un’attenzione continua e rafforzata.

L’analisi, che rappresenta un’istantanea di una problematica complessa e multiforme, si concentra primariamente sui principali indicatori di inquinamento atmosferico, offrendo uno spaccato dettagliato delle performance provinciali.
Riguardo alle polveri sottili PM10, l’aggiornamento indica un rispetto dei limiti annuali di 40 microgrammi per metro cubo in tutte le province, una notizia incoraggiante che testimonia l’efficacia di alcune politiche di mitigazione.

Tuttavia, la persistenza di episodi di superamento dei limiti giornalieri consentiti – 50 microgrammi all’anno – desta preoccupazione.
Le aree metropolitane, in particolare, mostrano un carico di superamenti significativo: Milano si attesta a 64 giorni, seguita da Lodi (47), Monza (46) e Cremona (44).
Un’analisi più approfondita suggerisce una correlazione tra densità abitativa, traffico veicolare e attività industriali, fattori che contribuiscono in maniera determinante alla formazione di questi picchi inquinanti.
La distribuzione geografica, con province come Sondrio e Como che registrano un numero esiguo di superamenti (13 e 8 rispettivamente), e Varese che si distingue per una performance virtuosa (3 superamenti), evidenzia come le caratteristiche territoriali e le politiche locali possano influenzare sensibilmente la qualità dell’aria.
Il PM2.5, particolato ancora più fine e pericoloso per la salute umana, ha mostrato un comportamento simile, con l’unica eccezione della centralina di Soresina (Cremona), che ha registrato un peggioramento rispetto all’anno precedente.

Questa anomalia potrebbe essere legata a fattori specifici locali, come l’attività agricola intensiva o la presenza di particolari emissioni industriali, e necessita di un’indagine mirata per identificare le cause e implementare soluzioni adeguate.
Anche il biossido di azoto (NO2), un altro inquinante significativo, ha globalmente rispettato i limiti stabiliti, con una minima eccedenza rilevata a Cinisello Balsamo (41 microgrammi).

Nonostante i progressi, il problema dell’ozono (O3) rimane pressante, con livelli che continuano a superare i target normativi in maniera diffusa.

L’ozono, a differenza degli altri inquinanti, è secondario e si forma a seguito di reazioni chimiche fotochimiche, rendendo più complessa la sua gestione e richiedendo un approccio integrato che coinvolga la riduzione delle emissioni di precursori come ossidi di azoto e composti organici volatili.

L’Arpa sottolinea la necessità di consolidare il trend positivo in atto, soprattutto alla luce delle nuove sfide poste dalla direttiva europea 2024/2881, che impone obiettivi di qualità dell’aria significativamente più stringenti, e dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che definiscono standard ancora più restrittivi per la protezione della salute pubblica.
Questi nuovi standard richiedono un impegno ancora maggiore da parte delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini, attraverso l’adozione di politiche di mobilità sostenibile, l’efficientamento energetico degli edifici, l’incentivazione delle fonti rinnovabili e la promozione di comportamenti più responsabili e consapevoli.

Il futuro della qualità ambientale lombarda dipende dalla capacità di tradurre questi obiettivi ambiziosi in azioni concrete e misurabili, garantendo un ambiente più sano e vivibile per le generazioni presenti e future.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap