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Marche: Assunzioni a rischio, serve formazione mirata

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Il tessuto economico delle Marche, come molte altre regioni italiane, si trova ad affrontare una sfida strutturale: un divario crescente tra l’offerta di lavoro e la domanda di competenze specifiche.
I dati Excelsior Unioncamere di gennaio rivelano un quadro articolato: sebbene siano previste 12.900 nuove assunzioni, le aziende esprimono forti preoccupazioni sulla capacità di individuare i profili professionali idonei, un campanello d’allarme che si accentua se si considera il calo delle proiezioni per il primo trimestre rispetto all’anno precedente.

L’analisi delle tipologie di posizioni richieste evidenzia una prevalenza di operai specializzati e conduttori di impianti (42%), seguiti da dirigenti, specialisti e tecnici (18%), professioni commerciali e dei servizi (18%) e impiegati (8%).
Sebbene una quota significativa (20%) delle nuove assunzioni preveda contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, la stragrande maggioranza (80%) sarà costituita da contratti a termine, un dato che riflette la precarietà e la flessibilità richieste dal mercato del lavoro attuale.
Un elemento cruciale è rappresentato dalla composizione demografica dei nuovi assunti.
Il 27% delle posizioni destinate ai giovani under 30 e il 23% riservate a personale immigrato sottolineano la necessità di politiche mirate all’integrazione giovanile e all’utilizzo delle competenze provenienti da diverse provenienze geografiche.

Il livello di istruzione richiesto è vario: una qualifica o diploma professionale è necessario per il 37%, il diploma di scuola media superiore per il 25%, la scuola dell’obbligo per il 22%, la laurea per il 13% e, in misura minore, i neoassunti provenienti dagli ITS Academy (2,6%).

L’esperienza professionale specifica nel settore di riferimento, richiesta nel 65% dei casi, conferma la crescente importanza delle competenze pratiche e specialistiche.

La carenza di personale qualificato, pertanto, non è un mero inconveniente, ma un freno alla competitività del sistema produttivo marchigiano, come sottolinea il presidente CNA Marche, Maurizio Paradisi.
La soluzione non risiede in misure palliative, ma in un ripensamento profondo della formazione professionale, orientandola in modo più efficace alle reali esigenze del mercato.

In questo contesto, gli ITS Academy (Istituti Tecnici Superiori) emergono come un modello virtuoso, in grado di colmare il divario tra istruzione e lavoro.

L’elevata percentuale di occupazione (87% entro un anno) e la coerenza tra percorso formativo e impiego (94%) dimostrano la loro capacità di formare figure professionali pronte a rispondere alle richieste delle imprese.

Un potenziamento e una maggiore diffusione di questo modello, attraverso una stretta collaborazione tra istituzioni formative, imprese e mondo del lavoro, appaiono imprescindibili per garantire un futuro prospero e competitivo per le Marche.

Il vero investimento è nell’innovazione delle competenze, per costruire una forza lavoro agile, specializzata e pronta ad affrontare le sfide del futuro.

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