Marilyn Monroe: Il Torino Film Festival celebra un mito.

Il Torino Film Festival 2026 celebrerà il centenario di Marilyn Monroe con un omaggio che trascende la semplice commemorazione, proiettando la figura dell’attrice come fulcro di un’indagine più ampia sul potere dell’immagine, l’evoluzione del mito e l’impatto culturale di una leggenda.

L’annuncio, siglato dal direttore artistico Giulio Base, riconferma la sua guida e anticipa un festival intriso della complessa eredità di una donna che ha incarnato paradossalmente sia la quintessenza del sogno americano che la sua più fragile dissoluzione.
Marilyn Monroe non fu solamente un’attrice, ma un fenomeno.

La sua metamorfosi da Norma Jeane Mortenson a icona globale rappresenta un caso emblematico di costruzione dell’immagine e di manipolazione mediatica.

La sua presenza sullo schermo, la sua voce, il suo sguardo hanno plasmato l’immaginario collettivo, elevandola al di là della settima arte per consacrarla a simbolo universale di femminilità, sensualità e, allo stesso tempo, di vulnerabilità.

Questa transizione, da persona a mito, solleva interrogativi profondi sul ruolo della celebrità, sul rapporto tra realtà e rappresentazione e sulla capacità dell’arte di trasformare un’esistenza in un’icona immortale.

L’immagine simbolo del Torino Film Festival 2026, tratta da un servizio fotografico scattato da George Barris a Santa Monica nel 1962, noto come “The Last Photos”, incarna questa ambivalenza.

La sequenza di scatti, priva di artifici e apparentemente spontanea, rivela un’attrice spogliata del suo personaggio, colta in un momento di apparente fragilità, quasi consapevole del suo destino.
Queste immagini, più che una cronaca di un momento, rappresentano una riflessione sulla precarietà della fama e sulla difficoltà di conciliare l’identità personale con l’immagine pubblica.
L’acquisizione da parte del Museo Nazionale del Cinema di Torino, nel 1997, di tre stampe originali di Barris, testimonia l’importanza culturale e artistica di questi ritratti.
La loro esposizione alla Mole Antonelliana, in una sezione dedicata alla star, accanto ad altri cimeli, oggetti personali e gioielli, trasforma il museo in un vero e proprio pellegrinaggio per gli appassionati, un luogo di memoria e di riflessione sulla vita e l’opera di una donna che continua a esercitare un fascino intramontabile.

Il festival intende ampliare questo percorso, offrendo al pubblico una panoramica più ampia sulla vita di Marilyn, dai suoi inizi da modella alle sue interpretazioni più memorabili, fino alle cause della sua tragica scomparsa, un evento che continua ad alimentare speculazioni e misteri.
L’obiettivo è andare oltre la semplice celebrazione, per esplorare la complessità della sua figura e l’impatto duraturo che ha avuto sulla cultura popolare.

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