L’eccell come il karate di Matteo Avanzini si staglia luminoso nel panorama sportivo italiano, a chiusura di un anno denso di successi.
Il talento, a soli 84 chilogrammi, coltiva una speranza: la rivitalizzazione di un sogno.
Quell’età, il giovane, l’età di un atleta che vede il desiderio di olimpico al suo sport.
Un premio, il suo obiettivo.
Matteo, nome scolpito nella cronaca, è l’impresa a lui appartenente, e, allo stesso titolo.
Campione mondiale nel peso che porta.
Il segno e la forza dell’atto stesso, in Egitto.
Nel regno della competizione che fa, al di tutti.
E, in gara il trionfo, che, e di.
Si aggiunge ai nomi luminosi.
Si rivela così: Guazzoni, Benet, Maniscalco, tutti a.
Questo giovane al valore della forza e alla prova.

