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Metalmeccanico, ipotesi accordo Fim Cisl: +9,64% e nuove norme.

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Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del settore metalmeccanico, fissato al 22 novembre 2025, ha preso forma con un’ipotesi di accordo presentata dalla Fim Cisl in assemblee che hanno coinvolto i lavoratori di Fincantieri (Ancona), Ariston Thermo (Genga) e Benelli Armi (Urbino).

La presenza del Segretario Nazionale Massimiliano Nobis ha segnato un momento cruciale in un contesto industriale complesso, soprattutto per le Marche.
L’accordo proposto introduce un incremento salariale complessivo del 9,64%, con un impatto significativo sul potere d’acquisto dei lavoratori.

L’aumento dei minimi retributivi, a regime, si concretizza in un incremento di 205,32 euro mensili medi per il livello C3, portando il montante salariale totale a 4.674,50 euro.
Questo miglioramento è affiancato da un potenziamento dei flexible benefits, che raggiungono i 250 euro a partire da febbraio 2026.
Oltre ai vantaggi economici diretti, l’intesa progetta un’evoluzione normativa orientata a contrastare la precarietà lavorativa.
Si prevedono interventi mirati per promuovere la parità di genere, garantire una fruizione più agevole di permessi e congedi parentali, migliorare il trattamento di malattia e, soprattutto, rafforzare la partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali, un elemento chiave per la costruzione di un ambiente lavorativo più equo e condiviso.

La Fim Cisl Marche, attraverso le parole del Segretario Generale Mauro Masci Masci, ha espresso preoccupazione per il delicato equilibrio produttivo che caratterizza la regione.

Accanto alla già nota vertenza Beko, emerge il rischio legato alla prospettiva industriale di HP Composite di Ascoli Piceno, realtà che impiega oltre 500 lavoratori.
La situazione richiede un’attenzione particolare e un monitoraggio costante.
La fase successiva prevede un voto di ratifica da parte dell’assemblea dei lavoratori.

In regione, saranno coinvolti oltre 45.000 dipendenti, distribuiti in più di 1.300 aziende metalmeccaniche, un’ampia platea che testimonia il peso strategico del settore per l’economia marchigiana.
Il voto rappresenta un momento di democrazia diretta, in cui i lavoratori potranno esprimere la propria opinione sull’ipotesi di accordo e contribuire a definire il futuro del lavoro nel settore metalmeccanico.

La Fim Cisl si impegna a garantire un processo di voto trasparente e informativo, affinché ogni lavoratore possa partecipare consapevolmente alla decisione finale.

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