L’Associazione Nazionale Città del Vino accoglie con favore le recenti modifiche proposte dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, riconoscendo l’impegno profuso dai rappresentanti italiani nel delineare un quadro normativo più flessibile e reattivo alle sfide che il settore vitivinicolo si trova ad affrontare.
La revisione del sistema dei diritti di impianto, l’introduzione di una revisione decennale per la pianificazione delle nuove vigne e l’accesso a finanziamenti comunitari per l’adattamento della viticoltura ai cambiamenti climatici rappresentano passi avanti cruciali, con la possibilità di coprire una parte significativa dei costi di investimento.
La flessibilità introdotta dal provvedimento mira a ristabilire un equilibrio più virtuoso tra offerta e domanda, una sfida sempre più pressante nel panorama vitivinicolo globale.
La possibilità per gli Stati membri di incentivare misure di mitigazione della sovrapproduzione, come l’eradicazione controllata di vigneti in eccesso, segna una svolta significativa.
Sebbene questa opzione, fortemente sostenuta dalla Francia, offra una potenziale via d’uscita dalla pressione di prezzi bassi e magazzini pieni, l’Associazione Città del Vino ne sottolinea la delicatezza.
Si auspica che l’Italia scelga con estrema cautela l’utilizzo di questo strumento, consapevole dei potenziali effetti negativi sul paesaggio, sull’economia rurale e sull’identità territoriale.
L’estirpazione, in particolare, rischia di accelerare la desertificazione, erodere il tessuto sociale legato alla viticoltura e danneggiare il settore turistico, intrinsecamente legato alla bellezza dei vigneti e alla tradizione vinicola.
Un approccio più mirato, basato su una valutazione accurata e partecipata, dovrebbe prevalere.
L’armonizzazione e la semplificazione delle normative sull’etichettatura e le informazioni obbligatorie rappresentano un altro punto positivo, contribuendo a migliorare la trasparenza per i consumatori e a facilitare le operazioni commerciali.
Il potenziamento degli strumenti di promozione nei mercati internazionali è essenziale per valorizzare la diversità e la qualità dei vini italiani, mentre il sostegno all’enoturismo e alle attività agro-turistiche rappresenta un’opportunità strategica per generare valore aggiunto e promuovere un turismo sostenibile e responsabile.
L’Associazione Città del Vino sollecita una profonda integrazione dell’enoturismo all’interno della Politica Agricola Comune (PAC), riconoscendone il ruolo cruciale per la vitalità delle comunità rurali e la conservazione del patrimonio culturale.
Infine, il dibattito sui vini a basso o zero alcol pone interrogativi complessi.
Pur comprendendo le mutate esigenze dei consumatori e le tendenze del mercato, l’Associazione ribadisce la necessità di preservare l’identità e la tradizione del vino, evitando l’utilizzo di termini che possano confonderli con la vera essenza del prodotto vinicolo.
La classificazione e la denominazione di queste bevande richiedono un’attenta riflessione, al fine di tutelare la reputazione e la qualità del settore vinicolo italiano.
La sfida per il futuro sarà quella di conciliare l’innovazione con il rispetto delle tradizioni e la salvaguardia del territorio.








