Napoli, 2500 Anni di Storia e Arte: Un Anno di Celebrazioni Tra Echi del Passato e Visioni del FuturoIl Real Bosco di Capodimonte si è risvegliato all’alba, custode silenzioso di millenni, per accogliere il culmine di un anno dedicato alla celebrazione del venticinquesimo secolo di vita di Napoli.
Un evento che non si limita a una mera commemorazione, ma si configura come un’immersione profonda nel tessuto storico, artistico e culturale di una città unica al mondo.
L’iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi e coordinata dall’assessora al Turismo Teresa Armato, con la direzione artistica di Laura Valente, ha visto il suo atto inaugurale con un concerto all’alba, un momento di raccoglimento e celebrazione condivisa.
Un’esibizione musicale che ha fatto da colonna sonora alla nascita di una giornata intensissima, accolta da un pubblico eterogeneo: cittadini orgogliosi, turisti desiderosi di scoprire l’anima della città e sportivi che animano quotidianamente il parco reale.
Il programma “Buon compleanno Neapolis” è il risultato di un percorso articolato, un vero e proprio “laboratorio” culturale che ha coinvolto istituzioni artistiche, comunità locali e operatori del settore.
Un intreccio di eventi, performance e mostre, concepito per offrire una narrazione a tutto tondo della storia napoletana, dall’epoca greco-romana ai giorni nostri.
La giornata, che si è dipanata dall’alba al tramonto, ha visto una prima tappa al Teatro San Ferdinando, dove è stata inaugurata la mostra “Frammenti di una vita per il teatro.
Paolo Grassi e Eduardo De Filippo tra Sud e Nord”.
Un omaggio a due figure imprescindibili del teatro del Novecento, un dialogo tra due menti geniali che hanno saputo interpretare l’anima del Sud con sguardo universale.
La mostra, frutto di una collaborazione tra la Fondazione Paolo Grassi, il Comune di Napoli e il Teatro di Napoli, offre un affascinante spaccato della loro vita e del loro lavoro, attraverso fotografie, documenti inediti e video d’archivio.
Il Real Bosco di Capodimonte ha ospitato due momenti di spettacolo particolarmente significativi.
In primo luogo, la performance “In nome della madre” di Erri De Luca, un’opera che celebra il legame indissolubile tra madre e figlia, un omaggio alla forza femminile che ha sempre animato la città.
Successivamente, è andata in scena “Napoli millenaria”, una prima assoluta firmata da Yaman Okur, un progetto innovativo che unisce corpo, suono e immagine in un dialogo emozionante.
Un’esperienza che ha visto l’intervento del dj set Barock di Salvio Vassallo e l’apporto dei giovani rapper del laboratorio “La Costituzione siamo noi”, un’iniziativa nata all’interno del progetto “Futuro Quotidiano”, che culmina nella tradizionale declamazione della Costituzione in lingua napoletana, curata da Francesco Di Leva.
L’iniziativa si proietta verso il futuro, con un forte legame con la memoria, un invito a riflettere sull’identità di Napoli e a custodire il suo patrimonio culturale, guardando avanti con coraggio e speranza.
L’apertura al pubblico dello spazio “Ancora qui” alla Fenice, curato da Laura Valente, simboleggia questo impegno: un luogo di incontro e di scambio, dove arte e cultura si fondono per celebrare la vitalità di una città millenaria.

