Nel cuore di un Natale segnato da ombre di dolore e disumanità, una luce di speranza e solidarietà si è accesa in Friuli Venezia Giulia.
La fiaccolata “Luce tra gli ultimi.
Un Natale in cammino”, promossa dal neonato coordinamento regionale della rete di associazioni e realtà del Terzo Settore, ha visto la partecipazione di oltre 150 persone, un gesto potente di ribellione contro l’indifferenza e un’affermazione del diritto fondamentale all’accoglienza.
L’iniziativa nasce come risposta diretta e urgente alla tragica perdita di quattro vite migranti nelle ultime settimane, un monito impietoso che ha scosso la coscienza collettiva e ha reso ineludibile l’urgenza di un cambio di rotta.
Al di là della semplice protesta, la fiaccolata si configura come un atto di memoria e di denuncia.
Non si tratta solo di piangere le vittime, ma di interrogarsi sulle cause profonde di una tale vulnerabilità, sulle dinamiche sociali ed economiche che spingono persone a intraprendere viaggi pericolosi in cerca di sicurezza e dignità.
L’indifferenza, alimentata da paure e pregiudizi, è il terreno fertile in cui si annidano queste tragedie, erigendosi a barriera tra l’umanità e il riconoscimento dei diritti fondamentali.
Il corteo, illuminato dalle fiaccole e battuto dalla furia della bora, ha attraversato le strade della città, dal perimetro della stazione ferroviaria fino a Piazza Unità, un percorso simbolico che vuole portare alla luce le zone d’ombra, le periferie dell’accoglienza, i confini invisibili che separano chi ha e chi non ha.
La destinazione finale, Piazza Libertà, ha rappresentato un luogo di incontro e di condivisione, un momento di umanità concreta, suggellato da una cena condivisa con i migranti, un gesto di semplice ma profonda solidarietà che ha scaldato non solo i corpi, ma anche i cuori.
La distribuzione di pasti caldi e coperte è stata una risposta tangibile all’emergenza, un piccolo ma significativo passo verso una maggiore compassione e un’accoglienza più autentica.
Un atto di profondo significato emotivo è stato compiuto dagli studenti medi, che si sono seduti a terra in Piazza Oberdan, spogliandosi dei loro indumenti per un minuto, un gesto di empatia e comprensione volto a far percepire, almeno in parte, il freddo e la sofferenza vissuti quotidianamente dai migranti.
Questo piccolo sacrificio, un invito a mettersi nei panni degli altri, ha generato una potente riflessione sulla condizione umana e sulla necessità di un impegno costante per la difesa dei diritti e la promozione della giustizia sociale.
La fiaccolata “Luce tra gli ultimi” non è un evento isolato, ma un segnale di speranza e un invito all’azione.
È un monito a non girare la testa di fronte alla sofferenza altrui, a non cedere all’indifferenza e all’apatia, ma ad accendere la luce della solidarietà e della compassione, per costruire un futuro più giusto e inclusivo per tutti.
Un Natale in cammino, un cammino verso un’umanità ritrovata.

