Nichelino (Torino) rende omaggio a Giulio Regeni, il ricercatore italiano vittima di una brutale scomparsa in Egitto, con una scelta che trascende l’ordinaria amministrazione: l’InformaGiovani, punto di riferimento per le politiche giovanili, assume il nome di InformaGiovani Giulio Regeni.
Questa decisione, formalizzata attraverso una cerimonia di intitolazione, consacra il Comune come pioniere in Italia, il primo a dedicare una struttura istituzionale dedicata alla memoria di un intellettuale rapito, torturato e assassinato.
L’evento non rappresenta un semplice cambio di denominazione, ma un atto simbolico di profonda valenza etica e politica.
L’intento è quello di generare un effetto “contagio positivo”, stimolando altre amministrazioni locali ad abbracciare la richiesta collettiva di verità e giustizia per Regeni, trasformando il ricordo in un impegno concreto di responsabilità pubblica.
Come sottolinea l’assessore alle Politiche giovanili Fiodor Verzola, si tratta di un segnale forte per le nuove generazioni, un monito a non dimenticare e a coltivare i valori che hanno guidato il percorso di Giulio.
L’InformaGiovani, nei suoi anni di attività, si è distinto come spazio di aggregazione e di ascolto, un luogo aperto a tutte le voci, in particolare a quelle spesso marginalizzate.
Si è configurato come un punto di riferimento per i giovani più fragili, per coloro che si sentivano esclusi dai circuiti tradizionali.
Intitolare la struttura a Giulio Regeni significa, in sostanza, ancorare le politiche giovanili ai principi fondamentali della ricerca, del pensiero critico, dell’impegno civile e della responsabilità sociale.
La scelta di affrescare le pareti con un murales raffigurante il volto del ricercatore, accompagnato da una bussola e dalle parole chiave “naviga, sogna, costruisci, trasforma”, evoca il desiderio di orientamento, di aspirazione e di azione che animava il suo lavoro.
La cerimonia ha visto la lettura di una commovente lettera da parte dei genitori, Paola e Claudio Regeni, che invitano i giovani a interiorizzare il concetto di “memoria attiva”.
Un ricordo non passivo, ma un invito all’azione, a mettere a disposizione le proprie competenze e capacità per contribuire a un mondo più giusto e consapevole.
Come osservano i genitori, anche i piccoli gesti, se uniti, possono generare un impatto significativo, trasformandosi in un’onda di cambiamento.
Si tratta di un appello a non arrendersi di fronte all’ingiustizia, ma a continuare a lottare per la verità, alimentando la speranza in un futuro migliore, un futuro che Giulio avrebbe desiderato.
L’eredità di Giulio Regeni, così, si perpetua in questo spazio dedicato ai giovani, un luogo di crescita, di impegno e di speranza.








