La recente approvazione della legge di bilancio segna un punto di svolta nella gestione del territorio piemontese, sancendo la revisione delle normative relative alle distanze cimiteriali.
Questo intervento legislativo, frutto di un processo deliberativo complesso e partecipato, risponde a un’esigenza sempre più sentita da numerosi comuni, in particolare quelli di piccole dimensioni, che vedono limitate le proprie capacità di programmazione urbanistica da vincoli ritenuti obsoleti e penalizzanti.
La normativa, originariamente promossa dalla Regione Piemonte attraverso una proposta di legge di iniziativa della giunta regionale, voluta dall’assessore all’Urbanistica Marco Gallo, ha subito una trasformazione significativa nel passaggio dal Consiglio regionale al Parlamento nazionale, dove è stata integrata come emendamento grazie all’impegno del senatore Giorgio Bergesio.
Questa evoluzione testimonia la capacità di adattamento del processo legislativo, che ha saputo tradurre una necessità locale in una soluzione applicabile a livello nazionale.
La modifica introdotta non intende in alcun modo sminuire l’importanza della tutela della salute pubblica e della dignità dei luoghi di sepoltura, ma piuttosto adeguare le normative alle mutate condizioni igienico-sanitarie e alle moderne tecniche di gestione dei cimiteri.
L’abilitazione a realizzare interventi urbanistici all’interno della zona di rispetto cimiteriale, a una distanza minima di 50 metri dal perimetro, è subordinata a rigorosi controlli e requisiti.
In particolare, è necessaria una deliberazione formale del Consiglio comunale e un parere positivo dell’azienda sanitaria locale (ASL), garantendo così una valutazione attenta degli impatti potenziali e la salvaguardia della salute pubblica.
Questa revisione legislativa va interpretata nel contesto più ampio di una riflessione sulla sostenibilità territoriale e sulla necessità di conciliare sviluppo economico, tutela dell’ambiente e rispetto delle tradizioni.
I vincoli eccessivamente restrittivi, spesso ereditati da normative antecedenti le attuali conoscenze scientifiche e le moderne pratiche di gestione dei rifiuti e dell’igiene, hanno limitato la capacità di molti piccoli comuni di pianificare in modo efficace lo sviluppo del proprio territorio, generando frustrazione e ostacolando la crescita.
L’intervento legislativo, pertanto, rappresenta un atto di ascolto verso le esigenze dei sindaci e delle comunità locali, trasformando una problematica diffusa in una proposta normativa equilibrata.
Non si tratta di una semplice rimozione di un ostacolo burocratico, ma di un’occasione per promuovere la riqualificazione del territorio, favorire la creazione di nuove opportunità di sviluppo e rafforzare la capacità di autogoverno dei comuni, nel pieno rispetto delle normative sulla salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente.
L’impegno del senatore Bergesio nel portare avanti la proposta regionale testimonia la collaborazione tra istituzioni e la volontà di trovare soluzioni concrete per le comunità locali.
La legge approvata è dunque una pietra miliare nel percorso verso una gestione del territorio più moderna, flessibile e rispondente alle reali esigenze delle comunità piemontesi.






