mercoledì 28 Gennaio 2026

Nuove foto riaprono il caso Poggi: emergono dettagli inquietanti.

A distanza di diciotto anni dalla tragica scomparsa di Chiara Poggi, la vicenda giudiziaria relativa al suo omicidio riemerge con nuove, inquietanti implicazioni.

Un’indagine della Procura di Pavia, aperta a distanza di anni dalla conclusione del primo processo, ha portato i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano ad ascoltare una figura peculiare: una fotografa amatoriale, testimone involontaria degli eventi che si sono svolti a Garlasco nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo di Chiara.

L’acquisizione di una serie di immagini, sette o otto in tutto, diffuse solo di recente dalla youtuber Francesca Bugalalla, rappresenta un elemento potenzialmente cruciale nella ricostruzione della dinamica del crimine.
Queste fotografie, prima inedite, documentano non solo l’arrivo di Andrea Sempio, figura chiave nell’inchiesta in corso, presso la sua abitazione, ma anche l’attività dei carabinieri intervenuti e la presenza del pubblico ministero di turno.

La loro analisi potrebbe rivelare dettagli significativi sull’identità di coloro che accesero la scena del crimine, offrendo una prospettiva inedita sul tragico evento del 13 agosto 1998.
La rilevanza delle fotografie, però, non risiede unicamente nella possibilità di identificare i presenti.
L’avvocata Angela Taccia, legale difensore di Andrea Sempio, ne sottolinea una valenza più ampia: le immagini sembrano corroborare le dichiarazioni del suo assistito circa gli eventi di quella giornata.

Questo suggerisce un tentativo di conciliare la versione di Sempio con le evidenze emerse a distanza di anni, un’operazione delicata che potrebbe influenzare l’evoluzione del procedimento.

L’avvocata Taccia, in particolare, esprime un’aspettativa che vada oltre le fotografie di Garlasco, auspicando l’emersione di ulteriori prove visive provenienti dalla piazza ducale di Vigevano, luogo frequentato da Chiara Poggi quella mattina.

La disponibilità di filmati o fotografie della piazza potrebbe contribuire a dirimere le incertezze persistenti in merito alla validità dello scontrino, un elemento che ha generato notevoli discussioni nel corso degli anni e che continua a costituire un nodo cruciale nella ricostruzione della vicenda.

La vicenda, quindi, si presenta come un complesso intreccio di testimonianze, indagini a distanza di anni, e la potenziale luce che nuove prove visive potrebbero gettare sulla verità.

L’attenzione si concentra ora sull’analisi delle fotografie acquisite, e sulla speranza che ulteriori elementi possano finalmente fare chiarezza su una delle storie giudiziarie più controverse degli ultimi decenni.

Il caso Poggi, dunque, si riapre non solo come inchiesta, ma anche come ricerca incessante di verità, un atto di giustizia ritardato per Chiara e per la sua famiglia.

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