Olbia: Serrande Abbassate, Appello alla Ripartenza e al Futuro.

La persistente ondata di chiusure commerciali che affligge Olbia rappresenta una ferita profonda all’identità urbana e mina la percezione stessa della città, proiettando un’immagine di declino che rischia di compromettere il suo futuro.
Il sindaco Settimo Nizzi, con una missiva indirizzata ai vertici di Confcommercio Olbia, agli esercenti del cuore storico cittadino e all’amministratore delegato di Geasar, esprime una preoccupazione che va ben oltre una semplice constatazione: è un appello alla responsabilità collettiva e alla ripresa di un patto implicito tra chi opera in città e la comunità che la vive.
L’immagine di una città segnata da serrande abbassate – un fenomeno che si manifesta con particolare acuzie nel centro storico e all’interno del principale scalo aeroportuale sardo – non è quella che Olbia desidera proiettare verso i suoi cittadini, gli operatori turistici, gli investitori e, più in generale, verso il mondo esterno.
Una città prospera, attrattiva e capace di generare sviluppo economico e sociale non può permettersi la paralisi di settori vitali come il commercio e la ristorazione.

Questa paralisi, più che un semplice dato economico, è un sintomo di un disagio più profondo, un segnale di malessere che incide sulla qualità della vita e sulla capacità di Olbia di competere a livello regionale e nazionale.
Il Comune interviene con un atto di fermezza, ma anche con la consapevolezza che una misura punitiva è solo l’ultima risorsa.
L’annuncio del non rinnovo delle autorizzazioni all’utilizzo del suolo pubblico per chi registra chiusure superiori ai trenta giorni consecutivi non è un atto arbitrario, ma una conseguenza logica di un comportamento che si discosta da un principio fondamentale: l’impegno a contribuire attivamente alla vitalità economica e sociale del territorio.
Chi ha scelto Olbia come luogo per avviare e sviluppare la propria attività ha assunto un obbligo, un dovere verso la collettività che non può essere eluso.

Questa decisione, lungi dall’essere un atto di ostilità, si pone come un invito alla riflessione e all’azione.
Si tratta di riconnettere l’operatore economico al tessuto sociale che lo sostiene, di richiamare alla responsabilità di costruire un futuro condiviso.

La riapertura delle attività non è solo un imperativo economico, ma un atto di civica responsabilità, un investimento nel futuro di Olbia.
Il Comune si aspetta che ciascun esercente comprenda la gravità della situazione e si impegni immediatamente a riprendere l’attività, consapevoli che la prosperità di Olbia è il riflesso dell’impegno e della collaborazione di tutti.

Il silenzio delle serrande è una voce che grida aiuto; rispondere con riaperture significa ascoltare quella voce e costruire insieme un futuro più luminoso per Olbia.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap