Ospedale San Severino: Interrogazione al Consiglio Regionale per la Salute

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La tenuta del sistema sanitario marchigiano, e in particolare del presidio ospedaliero Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, è al centro di crescenti preoccupazioni, sollevate da una serie di eventi che rischiano di erodere la sua capacità di fornire servizi essenziali alla comunità.
L’imminente congiunzione di pensionamenti di figure apicali, tra cui il direttore dell’oculistica e il primario di ematologia, unitamente alla sospensione delle procedure chirurgiche programmate a partire dal primo dicembre, proietta un’ombra di incertezza sulla continuità dell’assistenza e sull’integrità del patrimonio sanitario locale.

Leonardo Catena, consigliere regionale del Partito Democratico, ha formalizzato queste inquietudini attraverso un’interrogazione presentata alla giunta regionale, un atto ispettivo volto a richiedere trasparenza e azioni concrete da parte delle istituzioni responsabili.

L’interrogazione si focalizza su tre aree cruciali: la pianificazione della successione dei direttori in procinto di andare in pensione, la salvaguardia dell’operatività del reparto di oculistica – riconosciuto per la sua eccellenza anche a livello nazionale e internazionale – e la garanzia del servizio ambulatoriale di ematologia, vitale per la gestione di patologie complesse e la cura di pazienti fragili.

L’interrogazione non si limita a interrogare sulla mera sostituzione del personale, ma pone l’accento sulla necessità di una visione strategica a lungo termine, che preservi la qualità dei servizi offerti e prevenga una progressiva perdita di competenze specialistiche.
Si sottolinea, in particolare, la fragilità della Week/Day Surgery, la cui sospensione richiede un’urgente e dettagliata giustificazione, unitamente a un piano di recupero delle prestazioni rinviate, per minimizzare l’impatto sui pazienti.
Un elemento di particolare rilevanza sollevato dall’interrogazione è la valorizzazione del contributo professionale del dottor Bonsanto, la cui expertise ha significativamente contribuito allo sviluppo delle attività chirurgiche del presidio.

La perdita di figure come quella del dottor Bonsanto rappresenta un patrimonio inestimabile che rischia di disperdersi, compromettendo la capacità del presidio di offrire cure all’avanguardia.
L’atto ispettivo si conclude con un appello vigoroso a evitare una graduale “svuotamento” dell’ospedale, un processo insidioso che minaccia la sua stessa esistenza.

Si chiede alla Regione di definire una politica chiara per il mantenimento e il potenziamento delle eccellenze del presidio, e di avviare un confronto costruttivo con il Comune, l’Unione Montana e le comunità locali, coinvolgendo attivamente il territorio nella definizione del futuro del sistema sanitario locale.
L’obiettivo è quello di garantire che il Bartolomeo Eustachio continui a svolgere un ruolo fondamentale nella tutela della salute dei cittadini marchigiani, preservandone l’integrità e la capacità di fornire servizi di eccellenza.

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