La crisi che attanaglia l’ospedale Veneziale di Isernia, un presidio sanitario cruciale per l’intera regione del Molise, ha suscitato una risposta pragmatica e civica da parte dell’ex assessore comunale Domenico Di Baggio, medico dell’Esercito.
Di Baggio, precedentemente coinvolto nell’amministrazione comunale come assessore alla Polizia Municipale, Protezione Civile e Decoro Urbano, offre il suo contributo professionale gratuito, proponendosi per turni notturni al Pronto Soccorso, in un gesto di disponibilità che testimonia un profondo senso di responsabilità verso la comunità.
Questa iniziativa si colloca in un contesto di emergenza, acuita dalla recente revoca dell’incarico di assessore, decisione che Di Baggio aveva contestato attraverso un ricorso al Tar, senza successo.
L’offerta di supporto si fa in parallelo a un impegno economico regionale, quantificato in 5 milioni di euro destinati all’ospedale, un investimento necessario ma che, nella sua fase di implementazione e nell’attesa di procedure concorsuali regolari, necessita di un sostegno immediato.
Il gesto di Di Baggio non è solo un atto di disponibilità professionale, ma anche un appello diretto a tutti i medici del territorio, un invito a superare divisioni e sterili contrapposizioni per offrire un servizio gratuito, un intervento tampone volto a compensare la carenza di personale che affligge l’ospedale.
Questa proposta sottolinea l’importanza di distinguere tra la legittima protesta e l’azione responsabile, elementi distinti che possono rappresentare la chiave per affrontare una situazione sanitaria così delicata.
Parallelamente, il sindaco Piero Castrataro, in segno di protesta e di impegno verso la comunità, ha scelto una forma di testimonianza diretta, alloggiando in una tenda di fronte all’ospedale, un gesto simbolico volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e a sollecitare un intervento risolutivo.
Il sindaco, in mattinata, si recherà a Campobasso per un tavolo istituzionale convocato dal direttore generale dell’azienda sanitaria, un’occasione per discutere soluzioni concrete e accelerare il processo di riorganizzazione e potenziamento del presidio sanitario veneziale.
La situazione evidenzia una frattura tra la necessità di un’azione immediata e i tempi burocratici, creando un vuoto che richiede l’impegno di tutti gli attori coinvolti, dai professionisti sanitari alla classe politica, per garantire la continuità dell’assistenza e la salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini molisani.

