L’avvio della seconda fase del Campionato Europeo di pallanuoto a Belgrado ha visto l’Italia imporsi con un sofferto 16-14 contro la Georgia, un risultato che trascende la mera vittoria e si rivela un banco di prova cruciale per il percorso del Settebello.
La prestazione, consumatasi all’interno del suggestivo impianto della ‘Belgrade Arena’, ha visto Lorenzo Bruni emergere come fulcro dell’attacco azzurro, siglando ben cinque reti decisive.
La partita, lungi dall’essere un trionfo senza ostacoli, ha evidenziato una crescita deludentemente rallentata rispetto alle precedenti affermazioni, culminate nella nona vittoria consecutiva risalente a dicembre, quando l’Ungheria fu superata nell’esordio del nuovo ciclo agonistico.
La Georgia, infatti, ha dimostrato una notevole resilienza, mantenendo il ritmo del match e riavvicinandosi ripetutamente, soprattutto nel quarto periodo, dove solo l’acuto sigillo finale di Bruni ha definitivamente sancito il risultato.
Alessandro Campagna, il tecnico azzurro, ha sottolineato l’importanza del successo, pur riconoscendone la fatica e le criticità.
“Oggi contava solo la vittoria,” ha affermato, “e l’abbiamo conquistata attraverso una partita di sofferenza, elemento che considero prezioso per la maturazione di una squadra giovane come la nostra.
La facilità, paradossalmente, può indurre in errore, creando illusioni di superiorità ingiustificate.
“L’analisi del Campagna va oltre il mero risultato, concentrandosi sulle dinamiche interne alla squadra.
“Gli errori commessi, i momenti di rallentamento, le reiterate ripartenze georgiane – ha proseguito – mi offrono spunti di riflessione fondamentali per affinare la preparazione e ottimizzare le strategie.
È essenziale individuare le debolezze e lavorare per trasformarle in punti di forza.
“La squadra italiana si appresta ora ad affrontare due incontri cruciali, contro Grecia e Croazia, determinanti per la qualificazione alle semifinali.
Campagna, con un pizzico di entusiasmo e una solida dose di realismo, ha sottolineato la posizione di “outsider” assunta dall’Italia, ribadendo che “il bello dello sport è proprio questo: affrontare sfide impegnative, misurarsi con avversari agguerriti e lottare per la vittoria.
Credo che abbiamo tutte le carte in regola per fare non solo bene, ma benissimo.
” La sfida non è solo sportiva, ma anche di resilienza e di capacità di interpretare la pressione, elementi imprescindibili per un percorso vincente in un contesto europeo di altissimo livello.







