In un gesto simbolico e profondamente significativo, l’Università del Molise si appresta a celebrare la ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’ con l’inaugurazione di una panchina rossa, un monito silenzioso ma potente collocato all’ingresso della biblioteca.
L’evento, programmato per le ore 11 di domani, si configura come fulcro di un’iniziativa più ampia, orchestrata in sinergia con istituzioni chiave del territorio: la Prefettura, il Comune di Campobasso, l’Ufficio Scolastico Regionale e la Consigliera Regionale di Parità.
Questa collocazione, che trasforma un oggetto urbano comune in un segno distintivo di memoria e sensibilizzazione, non è un atto isolato, ma un tassello cruciale in un mosaico di azioni volte a contrastare un fenomeno complesso e pervasivo.
La violenza di genere, intesa come una violazione dei diritti umani fondamentali e una manifestazione di disuguaglianza strutturale, affligge la società a livello globale, lasciando cicatrici profonde nelle vite di donne e ragazze.
L’installazione della panchina rossa, oltre a rappresentare un tributo alle vittime e una dichiarazione di impegno nella loro memoria, vuole essere un catalizzatore per un dibattito aperto e costruttivo.
Rappresenta un invito a riflettere sulle radici culturali e sociali che alimentano la violenza, sulle dinamiche di potere che la perpetuano e sulle strategie necessarie per prevenirla e contrastarla efficacemente.
A conclusione della cerimonia inaugurale, l’attenzione si rivolgerà all’opera teatrale “Un volo molto rapido”, scritta e diretta dalla talentuosa Greta Rodan. Lo spettacolo, concepito come uno strumento di sensibilizzazione e di educazione emotiva, si propone di offrire alla comunità una prospettiva artistica e coinvolgente sul tema, stimolando l’empatia, la comprensione e l’azione responsabile.
Attraverso la potenza del racconto e dell’interpretazione, “Un volo molto rapido” mira a creare uno spazio di dialogo e di riflessione, incoraggiando il pubblico a diventare attori consapevoli nella costruzione di una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della non violenza.
L’arte, in questo contesto, si erge a veicolo potente per veicolare messaggi complessi e per stimolare un cambiamento profondo a livello individuale e collettivo.

