La prefettura di Cagliari accoglie un nuovo volto al suo vertice: Paola Dessì, una figura che incarna non solo una nomina istituzionale, ma anche un ritorno alle radici.
Succedendo a Giuseppe Castaldo, la nuova prefetta, originaria della città, rappresenta una novità significativa, distinguendosi come la prima donna nata in Sardegna a ricoprire tale ruolo.
L’esperienza maturata in Puglia, definita “straordinaria” nonostante le complesse dinamiche territoriali, ha forgiato una visione pragmatica e collaborativa.
La capacità di costruire ponti tra istituzioni diverse, elemento cruciale per affrontare le sfide che attendono Cagliari, si preannuncia come un punto di forza.
La prefetta Dessì non ha esitato a delineare le priorità che guideranno il suo operato.
La sicurezza urbana, con particolare riferimento alla “zona rossa” di Cagliari – misura temporanea che necessita di una valutazione attenta e di un potenziale rinnovamento – costituisce un obiettivo primario.
La sua concezione di “squadra Stato” trascende la mera presenza delle forze dell’ordine, includendo Comuni, uffici pubblici e tutte le entità che concorrono a garantire l’ordine e la legalità.
Il compito è complesso, ma l’impegno è tangibile.
La riduzione degli episodi di criminalità già osservata, frutto di una sinergia istituzionale, rappresenta un segnale incoraggiante.
La popolazione, legittimamente esigente, aspira a un ambiente sicuro e vivibile, e le aspettative dovranno trovare risposta concreta.
Oltre alla sicurezza urbana, l’attenzione si estende ad altre aree critiche: il contrasto al traffico di stupefacenti, un male che affligge soprattutto i giovani, la lotta contro la violenza di genere, un’emergenza sociale che richiede interventi mirati e coordinati, e la gestione dei flussi migratori, un tema complesso che impone risposte umane e sostenibili.
La prefetta Dessì ha evidenziato la necessità di un approccio olistico, che coinvolga non solo le istituzioni, ma anche la scuola, le associazioni religiose e, soprattutto, le famiglie.
Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile costruire un futuro migliore per le nuove generazioni, allontanandole dai pericoli della criminalità e offrendo loro opportunità di crescita e di realizzazione.
La sua nomina, dunque, si configura come un segnale di speranza e di rinnovamento per Cagliari e per l’intera Sardegna.

