martedì 3 Febbraio 2026

Perizia DNA Sempio: la difesa punta sui limiti scientifici

Un tavolo tecnico si è riunito oggi presso il laboratorio Genoma di Roma, coinvolgendo i legali di Andrea Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, e i consulenti scientifici della difesa, la genetista Marina Baldi e Armando Palmegiani.

L’incontro, in vista del deposito imminente e dell’udienza dell’incidente probatorio programmata per il 18 dicembre a Pavia, ha avuto come obiettivo una disamina approfondita della perizia genetica depositata il 4 dicembre, redatta dalla perita Denise Albani, e la preparazione di un’argomentazione strategica in vista delle successive discussioni.
La perizia Albani ha rilevato una compatibilità del DNA maschile estratto dalle unghie di due dita della mano di Chiara Poggi con il profilo genetico di Andrea Sempio, o più precisamente, con quello di un individuo appartenente alla sua linea paterna.

Tuttavia, la perita ha sottolineato con dovizia di particolari la natura intrinsecamente probabilistica dell’analisi, evidenziando come la compatibilità riscontrata non possa essere elevata al rango di certezza scientifica assoluta.

La base di questa analisi si fonda su dati documentali derivanti dal lavoro del perito De Stefano del 2014, elementi che, per loro natura, non permettono di escludere altre possibili fonti di contaminazione o di confusione.

Contrariamente a una possibile strategia di smentita, i consulenti della difesa, Baldi e Palmegiani, hanno concordato di valorizzare un aspetto cruciale: l’impossibilità di affermare con certezza assoluta l’associazione esclusiva del profilo genetico riscontrato a Sempio.

Questo approccio mira a focalizzare l’attenzione sulle limitazioni intrinseche delle metodologie utilizzate e sulla necessità di interpretare i risultati nel contesto di un quadro investigativo più ampio.
L’attenzione si concentrerà sull’analisi dei “punti di contatto” – gli oggetti che potrebbero aver mediato il trasferimento del materiale genetico tra Sempio e Poggi.

Tra questi, emergono la tastiera del computer utilizzato dalla Poggi durante le occasioni in cui Sempio e i suoi fratelli frequentavano la sua abitazione, e il telecomando della televisione del soggiorno.

La ricostruzione dettagliata di questi eventi, supportata da elementi di contesto e da un’attenta valutazione delle possibili fonti di contaminazione, si prefigge di offrire una spiegazione alternativa all’ipotesi di un contatto diretto e intenzionale.

La difesa si prepara inoltre a formulare una serie di domande mirate alla perita Albani, in un’ottica di approfondimento e di chiarimento dei passaggi critici dell’analisi.

Queste domande saranno cruciali per delineare con precisione i limiti del suo parere e per mettere in luce eventuali incongruenze o aree di incertezza.

Non si esclude la possibilità di richiedere un incidente probatorio specifico concernente l’impronta digitale identificata con il numero “33” su un muro delle scale dove fu rinvenuto il corpo.

Questa richiesta, sostenuta da una consulenza della Procura di Pavia che attribuisce l’impronta a Sempio, si inserisce in una strategia volta a sottoporre a verifica indipendente l’attendibilità dell’evidenza e a valutare la possibilità di interpretazioni alternative.
La complessità del caso e le implicazioni legali conseguenti richiedono un esame rigoroso e multidisciplinare, in cui la scienza forense, il diritto e l’interpretazione dei fatti si intrecciano in un intricato puzzle.

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