Pesca illegale a Ischia: sequestrate nasse e palangari nel Regno di Nettuno

Un’operazione mirata della Guardia Costiera di Ischia ha svelato una rete di attività di pesca illegale all’interno dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, con il sequestro di circa 400 nasse e due palangari.

La scoperta, avvenuta in un tratto di mare strategicamente importante a sud-ovest dell’isola – un habitat cruciale per la riproduzione e l’alimentazione di numerose specie ittiche – evidenzia la persistente sfida rappresentata dalla pesca abusiva in aree protette.

L’azione di controllo, eseguita con rigore metodologico, ha permesso di individuare gli attrezzi da pesca, abilmente occultati sul fondale marino per eludere i controlli e massimizzare il profitto a spese della conservazione dell’ecosistema.
La loro presenza non era stata adeguatamente segnalata, come previsto dalla legge, e la loro operatività clandestina minaccia la biodiversità e la resilienza dell’habitat.

Il successo dell’intervento è stato reso possibile grazie a un approccio collaborativo che ha visto la sinergia tra diversi attori istituzionali e scientifici.
Il personale del Regno di Nettuno, l’area marina protetta di Ischia e Procida, hanno fornito la conoscenza specifica del territorio e le risorse operative necessarie.

Il supporto tecnico-scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn ha contribuito a valutare l’impatto ambientale delle attività illegali e a fornire elementi utili per future strategie di gestione.

La collaborazione con un’unità da pesca locale ha fornito informazioni preziose sulla dinamica della pesca nella zona, mentre la Direzione Marittima di Napoli ha coordinato l’intera operazione, garantendo la conformità alle normative vigenti.
Questo evento sottolinea l’importanza di una vigilanza costante e di un impegno condiviso per la protezione degli ecosistemi marini.

La pesca illegale non solo danneggia le risorse ittiche, ma compromette anche la salute dell’intero ecosistema, minando gli sforzi di conservazione e mettendo a rischio la sostenibilità delle attività economiche che dipendono dalla salute del mare.
L’operazione della Guardia Costiera rappresenta un segnale forte contro le attività illegali e un invito a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità locali e ricercatori per garantire la tutela del Regno di Nettuno e, più in generale, del patrimonio naturale marino italiano.

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