Il Piemonte rafforza il suo impegno a sostegno del settore suinicolo, pilastro fondamentale dell’agroalimentare regionale, con un investimento significativo di 3 milioni di euro.
Questa iniezione di risorse, provenienti da finanziamenti statali redistribuiti dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), si configura come un atto concreto di valorizzazione di un comparto produttivo di primaria importanza per l’economia piemontese.
Il settore, che annovera circa mille aziende e una popolazione suina di oltre un milione e trecentomila capi, rappresenta un tessuto connettivo cruciale per lo sviluppo rurale e l’occupazione sul territorio.
L’iniziativa, fortemente auspicata dall’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Paolo Bongioanni, testimonia un’attenzione ministeriale volta a supportare le regioni con una concentrazione rilevante di allevamenti suini, riconoscendo il contributo essenziale di questi ultimi alla filiera agroalimentare nazionale.
Il supporto, come sottolinea l’Assessore, è frutto di una programmazione strategica di sviluppo rurale, mirata a promuovere l’innovazione e la competitività delle imprese agricole piemontesi.
L’importanza del distretto suinicolo del Cuneese, con le sue dinamiche economiche e occupazionali, e la resilienza richiesta alle aziende del novarese, duramente colpite negli anni passati dalla diffusione della malattia della Peste Suina Africana (PSA), evidenziano la necessità di interventi mirati e tempestivi.
Questo stanziamento si pone quindi come risposta concreta a una sfida complessa, non solo economica, ma anche sociale e ambientale.
Il bando, imminente pubblicazione entro il mese di gennaio, non è finalizzato all’incremento del bestiame o al rafforzamento del patrimonio zootecnico in termini di capi, bensì all’ammodernamento strutturale e tecnologico degli allevamenti.
L’obiettivo primario è l’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti, con interventi di ampliamento di strutture, riconversione di locali, acquisto di impianti e macchinari all’avanguardia.
Un elemento cruciale è l’enfasi sulla biosicurezza.
L’implementazione di protocolli rigorosi di prevenzione e controllo delle malattie, come dimostrato dall’esperienza con la PSA, si rivela uno strumento indispensabile per tutelare la salute degli allevamenti e garantire la qualità dei prodotti.
Le aziende potranno accedere a contributi a fondo perduto, variabili tra il 40% e il 60% del costo complessivo del progetto.
Quest’ultima percentuale agevolata è riservata a progetti presentati da giovani agricoltori o da imprese situate in aree montane, riconoscendo l’importanza di incentivare il ricambio generazionale e di sostenere lo sviluppo nelle zone più marginali.
I massimali di finanziamento sono fissati a 200.000 euro per le aziende individuali e a 400.000 euro per le aziende associate, promuovendo la collaborazione e la sinergia tra gli operatori del settore.
Questa misura non solo mira a modernizzare la produzione, ma anche a garantire la sostenibilità economica e ambientale del settore suinicolo piemontese nel lungo periodo.








