Un velo di palloncini, bianco e rosso, si è levato come un sussurro di speranza disperata, intrecciandosi con le note malinconiche di “Forever Young”, mentre le bare di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi lasciavano la chiesa di Pietracatella.
Un corteo funebre, più che una conclusione, appariva come una frattura nel tessuto di una comunità, scossa da una tragedia incomprensibile: una sospetta intossicazione alimentare che ha spezzato due vite, una giovane promessa e un amore materno.
Il sagrato, solitamente teatro di celebrazioni e festività, si era trasformato in un mare di volti segnati dal dolore.
Ragazze e ragazzi, coetanei di Sara, si stringevano disperatamente alle bare, un abbraccio collettivo che cercava, invano, di lenire la perdita.
Non era solo un lutto individuale; era la perdita di un’innocenza, un futuro interrotto bruscamente, una promessa di giovinezza recisa.
Un manifesto, affisso accanto all’ingresso della chiesa, testimoniava l’affetto e il rispetto dei compagni del Liceo Classico.
“Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi – non solo nei ricordi ma nel cuore.
” Un messaggio semplice, potente, che cercava di trascendere il dolore e di celebrare la memoria di una ragazza che, purtroppo, non avrebbe potuto realizzare appieno il proprio potenziale.
La tragedia ha sollevato interrogativi profondi, che vanno oltre la mera indagine sulle cause dell’intossicazione.
Si è aperto un dibattito sulla fragilità del sistema di controllo della sicurezza alimentare, sulla necessità di una maggiore attenzione alla salute pubblica, ma soprattutto sulla vulnerabilità di una comunità piccola, dove ogni perdita si sente come un colpo al cuore dell’intera collettività.
La morte di Sara e Antonella ha lasciato un vuoto incolmabile, un’ombra che incombe sulla tranquillità di Pietracatella.
La comunità, ancora sconvolta, è chiamata a confrontarsi con un dolore profondo, cercando di ricostruire un futuro che sembra improvvisamente incerto.
Ma il ricordo del sorriso di Sara e l’amore materno di Antonella, custoditi nei cuori di chi le ha conosciute, resteranno un’eredità preziosa, un invito a vivere con intensità ogni istante, consapevoli della fragilità dell’esistenza.
L’eco di “Forever Young” continuerà a risuonare, un monito dolceamaro sulla brevità della vita e sull’importanza di preservare la memoria di chi ci ha lasciato.






