Poesie dal Mondo: Un abbraccio sonoro tra culture a Marsala

Un’onda di parole, un crocevia di voci, un abbraccio sonoro che ha riempito gli spazi dell’associazione Finestre sul Mondo a Marsala: è stato il recital “Poesie dal Mondo”, un evento all’interno della rassegna “Tutti i colori della pace”, che ha trascendentato le barriere linguistiche e culturali, offrendo un vivido esempio di come l’arte poetica possa fungere da ponte tra individui e comunità.
L’iniziativa, frutto della collaborazione sinergica tra Amici del Terzo Mondo, la cooperativa sociale Badia Grande, la Stella dei Venti, Archè, Libera e il Sistema accoglienza e integrazione, si è rivelata un potente antidoto alle divisioni, dimostrando l’inestimabile valore della condivisione culturale come strumento di comprensione reciproca.

La sala, gremita di un pubblico entusiasta, ha pulsato di un’energia palpabile, accogliendo con calore le testimonianze poetiche di coloro che, provenienti da diverse terre, hanno portato con sé un patrimonio culturale immenso, racchiuso in versi densi di significato.

Sotto la sapiente guida del poeta e critico letterario Francesco Vinci, il palco si è trasformato in un vero e proprio palcoscenico del dialogo interculturale.

L’evento si è aperto con letture bilingue, a cura di tre ospiti della Badia Grande, accompagnati da Albert Kalenda Kabongo, che hanno immediatamente creato un’atmosfera di apertura e condivisione.
Un momento particolarmente commovente è stata la performance della giovane tunisina Nouel, che ha fatto risuonare i versi di Haydal al-Ghazali, giovane poeta di Gaza, evocando la resilienza di un popolo martoriato.
Il ghanese Morris ha poi dato voce all’impegno civile e alla critica post-coloniale di Femi Osofisan, mentre il camerunense Sondy ha reso omaggio alla ricchezza e alla dignità della cultura africana attraverso la declamazione di “Donna nera divina” di Léopold Sédar Senghor, un manifesto della negritudine, in una commistione magistrale di francese e italiano.
La rassegna si è poi ampliata con i contributi dei gambiani Yusuf, Yankuba e Sankung, della cooperativa Stella dei Venti, i quali hanno presentato testi originali nel loro dialetto, un linguaggio crudo e autentico che ha toccato le corde più profonde dell’anima.

L’interpretazione di una poesia di Jorge Luis Borges, affidata a Claudia e Giovanni Marchetti, ha rafforzato il legame invisibile che unisce il Mediterraneo all’Africa e alle Americhe, un legame fatto di storia, di migrazioni, di sogni condivisi.

Marinella Casubolo ha fatto rivivere l’eco del greco antico, richiamando la forza di Lisistrata di Aristofane, mentre Caterina Martinez ha reso in inglese i versi della poetessa israeliana Tal Nitzán, trasportando l’ascolto tra i paesaggi di Tel Aviv, tra l’anelito alla pace e il peso delle memorie.

La serata si è conclusa con una creazione originale di Giuseppe Mirabile, della Libera orchestra popolare, un inno ritmico che ha saputo fondere tradizione e impegno civile, sigillando un evento indimenticabile, una celebrazione della diversità e un invito a costruire ponti di comprensione e solidarietà.

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