La vertiginosa altezza di quaranta metri, flagellata dal vento e intorpidita dal freddo, non ha scalfito la determinazione degli operai dell’Eurallumina di Portovesme.
La nona notte di un presidio che si erge come un monito, un grido d’aiuto dal cuore di una comunità martoriata dalla crisi industriale.
Lungi dall’essere un gesto di mera protesta, l’occupazione del silo rappresenta una denuncia profonda, un atto di resistenza contro l’abbandono e l’incertezza che gravano sulle loro vite e sul futuro del territorio.
Oggi, un corteo di lavoratori, affiancati dalle sigle sindacali, si avvierà verso il Consiglio regionale sardo, un’istanza di rappresentanza che si apre all’ascolto.
L’incontro con i capigruppo, programmato in coincidenza con la seduta consiliare, mira a catalizzare l’attenzione istituzionale sulla drammatica situazione dell’impianto e sulle conseguenze sociali ed economiche che ne derivano.
Non si tratta di una semplice richiesta di intervento, ma di un appello a una responsabilità condivisa, un invito a ricostruire un patto di fiducia tra istituzioni, imprese e lavoratori.
Il calendario della speranza si proietta al domani, quando la Commissione Industria del Consiglio regionale è attesa in loco.
L’evento, annunciato con l’intensità di chi non può permettersi ulteriori rinvii, testimonia la crescente consapevolezza dell’urgenza del problema.
In parallelo, un’onda di solidarietà si propaga tra i Comuni della zona, che approvano mozioni a sostegno della protesta, un segno tangibile di un sentimento condiviso.
L’appello si rivolge ora direttamente alla Ministra del Lavoro, Nunzia Catalforro, invitandola a trascurare, per una volta, gli impegni formali e a scendere in campo, a visitare la fabbrica, a vedere con i propri occhi la realtà che si sta consumando.
La data del 10 dicembre, già fissata per un incontro, deve cessare di essere un mero esercizio di formalità e trasformarsi in un momento decisivo, un punto di svolta.
La speranza è che l’autorevolezza della Ministra possa innescare un processo di cambiamento, spingendo il governo a intervenire in modo concreto e risolutivo.
Le parole di Enrico Pulisci, portavoce della Rsa Eurallumina, risuonano come un’eco di resilienza e determinazione: “La aspettiamo.
” Il presidio, un faro acceso nella notte, continua.
È un atto di coraggio, una richiesta di giustizia, un grido di speranza che si leva dalle profondità della Sardegna, un territorio che non intende arrendersi al silenzio e all’oblio.
Il futuro dell’Eurallumina, e con esso il futuro di un’intera comunità, pende da un filo sottile, un filo intessuto di impegno, dialogo e, soprattutto, di volontà politica.

