Proroga Etichette Origine: Successo e Nuove Sfide per l’Agroalimentare

La chiusura del 2025 porta con sé un risultato cruciale per la filiera agroalimentare italiana: la proroga, per un biennio, dei decreti che regolano l’etichettatura d’origine.

L’annuncio, diffuso dalla Coldiretti della Basilicata, sottolinea come questa decisione, frutto della collaborazione tra il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, il Ministero delle Imprese e Made in Italy, e il Ministero della Salute, rappresenti un avanzamento significativo nella tutela dei consumatori e nella valorizzazione del patrimonio agricolo nazionale.
La proroga, che estende il regime sperimentale fino al 31 dicembre 2026, concerne l’obbligo di indicazione in etichetta della provenienza degli ingredienti primari per alcuni prodotti di largo consumo: pasta, riso, pomodoro, carne suina trasformata, latte e derivati lattiero-caseari.

Questo provvedimento si configura come un tassello fondamentale in un percorso più ampio, guidato dalla Coldiretti, volto a garantire maggiore trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera.
Per l’organizzazione agricola lucana, si tratta di un successo che va ben oltre la semplice estensione di un provvedimento temporaneo.
Rappresenta la concretizzazione di anni di impegno costante, di battaglie legali e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
L’obiettivo primario rimane quello di fornire ai consumatori gli strumenti necessari per fare scelte consapevoli, distinguendo i prodotti genuini, legati al territorio e frutto di processi produttivi controllati, da quelli di origine incerta o proveniente da filiere poco trasparenti.
Oggi, grazie all’azione determinata della Coldiretti, l’indicazione d’origine interessa circa l’80% della spesa alimentare, una percentuale che testimonia l’importanza crescente della provenienza nella scelta dei consumatori.
Tuttavia, l’organizzazione non si limita a celebrare questo risultato.

Riconosce che la battaglia per la trasparenza è tutt’altro che conclusa, soprattutto in un contesto europeo caratterizzato da regole spesso insufficienti e facilmente aggirabili.
La Coldiretti ha quindi rilanciato la sua azione a livello europeo, promuovendo una proposta di legge di iniziativa popolare volta a estendere l’obbligo di indicazione dell’origine a tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione Europea.
Questa iniziativa mira a contrastare il fenomeno della “italianizzazione” di prodotti esteri, un’operazione fraudolenta resa possibile dalle lacune del codice doganale europeo, che consente di etichettare come “Made in Italy” alimenti trasformati, anche se marginalmente, nel nostro Paese.

La proposta di legge mira a garantire che i consumatori possano distinguere con certezza i prodotti italiani autentici, valorizzando così il lavoro degli agricoltori e la qualità del nostro sistema agroalimentare, e a sradicare pratiche commerciali che sfruttano l’immagine del “Made in Italy” a fini di speculazione.
In definitiva, la Coldiretti si batte per un sistema alimentare più equo, trasparente e sostenibile, in grado di proteggere i consumatori, tutelare i produttori e preservare il nostro patrimonio culturale e gastronomico.

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