RAID 2025: Danza, Resilienza e Nuove Tendenze

Il sipario si rialza sul RAID, Rassegna Interregionale Danza 2025, un crocevia artistico che, fino al 22 novembre, celebra la danza contemporanea in tutte le sue sfaccettature.

Più che un semplice festival, il RAID si configura come un laboratorio di idee, un catalizzatore di contaminazioni culturali e un ponte tra diverse prospettive coreografiche provenienti da ogni angolo del globo.
L’edizione corrente si conferma un’opportunità imprescindibile per decifrare le nuove tendenze e i linguaggi emergenti nel panorama della danza internazionale.
Il calendario riprende il suo corso dopo una breve pausa, con un triplice appuntamento a Palazzo Ducale Orsini, inaugurato venerdì 7 novembre alle ore 20:00.

La serata si propone come un’esplorazione tematica, intitolata “Fragilità e Rinascita,” una riflessione sull’ineluttabilità del cambiamento e la forza intrinseca dell’arte come strumento di resilienza.
Ad aprire la serata, “Storia di Carta” della Compagnia Campaniadanza, un’opera di Simone Liguori con la sensibile drammaturgia di Eirene Campagna.
Lo spettacolo si nutre di un immaginario potente, attingendo a figure esemplari come il bibliotecario musulmano salvaguardò il prezioso Haggadah di Sarajevo, un atto eroico che contrasta con la furia distruttiva della guerra, e il personaggio di Hanta di Bohumil Hrabal, un’icona della resilienza artistica e umana.
L’opera trascende la semplice narrazione, proponendo una riflessione profonda sul paradosso della creazione che emerge dalle macerie, un’affermazione del valore intrinseco dell’arte come atto di resistenza alla perdita e custode della memoria collettiva.

Segue l’esuberanza coreografica di “Not Just Right Dance,” della Compagnia Arabesque, un lavoro premiato dal prestigioso concorso New Dance Generation VI.
Ideato e coreografato dal giovane Marco Munno, con la partecipazione delle danzatrici Anna Carleo, Manuela Facelgi, Ilenia Festa e Lorenza Schettini, lo spettacolo interroga il concetto di perfezione, trasformando l’imperfezione in una bellezza inaspettata.

I corpi, sospesi in un limbo emotivo, si muovono alla ricerca di significato e connessione, esprimendo un senso di solitudine e oppressione.

Munno, con la sua ricerca introspettiva e il suo linguaggio coraggioso, esplora la vulnerabilità umana, offrendo una chiave di lettura per comprendere il nostro tempo.
Il sabato 8 novembre è dedicato alla riflessione sull’attesa e sulla sospensione.

Caroline Simon, dalla Germania, con “One Moment Please”, gioca con il confine tra umorismo e poesia, invitando il pubblico a contemplare i momenti insignificanti della vita quotidiana che spesso si rivelano carichi di significato.

Parallelamente, “Murmure,” creazione di Hilde Grella prodotta da Compagnia CO.

CI.
S.
, dà voce ai silenzi interiori del pensiero femminile, attraverso un ensemble di danzatrici che traducono in movimento le complessità dell’esperienza femminile, oscillando tra alienazione e liberazione poetica.
La rielaborazione testuale di Paolo Capozzo contribuisce a definire un linguaggio coreografico ricco di suggestioni e di profondità.
La conclusione del weekend, domenica 9 novembre, è affidata alla potenza evocativa di “Leftovers” di Josh Martin, co-direttore artistico della Company 605 (Canada).
Questo assolo di danza, coraggioso e visceralmente espressivo, indaga la memoria corporea, considerandola un archivio inesauribile di esperienze, traumi e azioni che sfuggono alla comprensione razionale.
Martin, disconnettendo movimento e pensiero, libera un linguaggio istintivo, primordiale, che parla direttamente alle emozioni.

Il lighting design di Won Kyoon Han e le musiche evocative di Lightning Bolt e Polmo Polpo intensificano l’impatto emotivo dello spettacolo, trasportando il pubblico in un viaggio profondo nell’inconscio.

Il RAID 2025 si conferma, dunque, un faro per la scena coreografica contemporanea, un luogo di incontro e scambio che promuove il dialogo tra culture e linguaggi diversi, dalla danza d’autore alla ricerca sperimentale, fino alle nuove forme di teatro fisico e performing art.

Un’occasione unica per assistere alla nascita di nuove tendenze e per riflettere sul ruolo dell’arte nel nostro tempo.

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