martedì 3 Febbraio 2026

Riesame di Brescia: Sospesa decisione sul sequestro ai magistrati

Il Tribunale per le Misure di Riesame di Brescia ha sospeso la propria decisione in merito alla richiesta di sequestro disposta dalla Procura della Repubblica nei confronti dei magistrati Mario Venditti, ex procuratore aggiunto presso la Procura di Pavia, e Pietro Paolo Mazza, attualmente in servizio presso la Procura di Milano.
La trattazione del caso, durata oltre due ore, si è conclusa con l’annuncio del collegio giudicante, il quale necessita di tempo per ponderare attentamente le argomentazioni presentate dalle difese e i complessi aspetti giuridici coinvolti.

L’ordinanza di sequestro, che aveva interessato dispositivi informatici quali telefoni cellulari, computer e hard disk, rappresenta un elemento cruciale nell’ambito di un’indagine molto più ampia, denominata ‘Clean’, che mira a far luce su presunte irregolarità all’interno del sistema giudiziario pavese.

I due magistrati, Venditti e Mazza, sono al centro di un filone specifico dell’inchiesta e sono formalmente indagati per i reati di peculato d’ufficio e corruzione.
L’indagine ‘Clean’, un’operazione complessa e articolata, ha scardinato una rete di relazioni che coinvolge figure apicali del mondo giudiziario e imprenditoriale, sollevando interrogativi profondi sull’imparzialità e la trasparenza dell’amministrazione della giustizia.
Il presunto “sistema Pavia”, come viene definito nell’ambito delle indagini, suggerisce l’esistenza di un meccanismo distorto, finalizzato a favorire interessi privati a discapito della legalità e del buon andamento della pubblica amministrazione.

Il sequestro dei dispositivi informatici rappresenta uno strumento investigativo essenziale per la Procura, con l’obiettivo di recuperare prove digitali, comunicazioni, documenti e qualsiasi altra informazione che possa contribuire a ricostruire la dinamica dei fatti e a confermare o smentire le accuse mosse nei confronti dei magistrati indagati.
L’accesso a queste informazioni potrebbe rivelare dettagli cruciali su possibili alterazioni di atti processuali, favoritismi, pressioni indebite e altre condotte illecite.
La decisione del Tribunale per le Misure di Riesame, che si preannuncia delicata e significativa, avrà ripercussioni non solo sulla vicenda giudiziaria dei due magistrati, ma anche sull’intero sistema giudiziario, ponendo al centro la questione del controllo e della responsabilità dei pubblici ufficiali, e la necessità di garantire l’indipendenza e l’imparzialità della giustizia.
La vicenda solleva, inoltre, interrogativi sul ruolo dei dispositivi informatici nella conservazione delle prove e sulla loro accessibilità durante le indagini, in un’epoca in cui la digitalizzazione ha assunto un’importanza sempre maggiore nella vita pubblica e privata.

L’attesa della sentenza del Riesame si fa quindi particolarmente intensa, in un contesto segnato da una diffusa inquietudine e dalla speranza di una rapida ed efficace chiarificazione dei fatti.

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