La discussione sulla riforma della politica di coesione europea, cruciale per il futuro sviluppo territoriale, ha assunto un’urgenza rinnovata durante la recente Conferenza delle Regioni a Roma.
Il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, in rappresentanza delle Regioni italiane, ha sollevato con forza l’esigenza di un processo di programmazione più agile e reattivo, interloquendo con il Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea e Commissario per la politica regionale e di coesione, Raffaele Fitto.
La preoccupazione centrale espressa da Marsilio, condivisa da molte regioni, ruota attorno alla disconnessione tra i tempi di pianificazione e le reali necessità dei territori.
La programmazione attuale, strutturata in cicli temporali spesso troppo dilatati, si scontra con la rapidità dei cambiamenti socio-economici e ambientali che caratterizzano il nostro tempo.
Questo divario genera ritardi nell’implementazione di progetti strategici, costringendo le Regioni a interventi di recupero che, paradossalmente, le espongono a critiche per presunta inefficienza nella gestione dei fondi europei.
Marsilio ha evidenziato come la frammentazione dei processi decisionali, aggravata da una rigida aderenza a normative spesso superate, contribuisca a questa situazione di stallo.
La necessità di un approccio più flessibile e orientato ai risultati è diventata imperativa per garantire che gli investimenti europei rispondano effettivamente alle priorità locali e promuovano uno sviluppo sostenibile e inclusivo.
L’auspicio è che la programmazione 2028/2034, attualmente in fase di definizione, sia approvata rapidamente e possa entrare in vigore dal 1° gennaio 2028, evitando così i contrattempi che hanno caratterizzato i cicli precedenti.
Delegato dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, Marsilio ha successivamente illustrato le istanze regionali durante la Conferenza Unificata, un momento chiave per la trasmissione delle preoccupazioni e delle proposte direttamente al Governo nazionale.
L’obiettivo è quello di contribuire attivamente alla definizione di una politica di coesione che non sia solo un mero strumento finanziario, ma un vero e proprio motore di sviluppo territoriale, capace di valorizzare le specificità di ogni regione e di promuovere una crescita equilibrata e duratura per l’intera Unione Europea.
Si tratta di un processo complesso che richiede un dialogo costruttivo e una visione condivisa, per garantire che le risorse europee siano utilizzate in modo efficace e che i benefici raggiungano tutti i cittadini.

